Prova a gettare acqua sul fuoco il sindaco Paolo Cimmino, dopo l’addio alla maggioranza del consigliere Antonio D’Arco, tra i suoi fedelissimi. L’esponente della civica Cimmino Sindaco si è dichiarato indipendente la settimana scorsa, aprendo di fatto una querelle all’interno della maggioranza. Una scelta motivata con l’inoperosità dell’amministrazione rispetto ad alcune zone di periferia della città e, in particolare, del Parco Imperiale. E anche l’opposizione ha approfittato della mini – crisi per passare all’attacco, definendo l’esecutivo Cimmino “sterile e incapace di risolvere i problemi di Gragnano”. Accuse che il sindaco ha rispedito al mittente. «Non posso accettare l’aggettivo fallimentare usato da D’Arco nei confronti dell’esecutivo – afferma – In tal caso, il consigliere avrebbe dovuto provocarmi, in senso fattivo, nel corso di questo biennio. Eppure lui stesso è stato tra i più assidui nella frequentazione delle Commissioni e nella capacità costruttiva nell’approccio alle problematiche. Confido quindi – continua – in un suo ripensamento e chiedo a D’Arco di indicarmi in quali atti concreti avrei mostrato”due pesi e due misure». Entrando invece nello specifico delle critiche, Cimmino ribadisce che «l’intervento di scerbatura alla villetta del Parco Imperiale era già stato programmato, così come la ricognizione dei fondi da assegnare alle altre priorità delle periferie». Il caso sembra destinato a provocare nuovi grattacapi all’amministrazione comunale, considerato che D’Arco è considerato da sempre un fedelissimo di Cimmino.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.