Gragnano è fuori dal progetto Grande Pompei. Lo si è appreso nel corso della giornata di ieri quando molti esponenti politici hanno iniziato a commentare le gravi conseguenze che tale decisione avrà sulla città. Un progetto, lo ricordiamo, che punta alla valorizzazione del patrimonio archeologico dell'area stabiese e vesuviana.
Molte le polemiche all'intemo della stessa amministrazione comunale cittadina, guidata dal sindaco Paolo Cimmino. A poco è valso infatti il tentativo del consigliere Aniello D'Auria (Gragnano Hub. presidente dell'assise cittadina) di preparare una delibera con la richiesta di rientrare nel finanziamento statale che, invece, interesserà tutti gli altri comuni del comprensorio, a partire da Castellammare. Una delibera preparata lo scorso mese di settembre, ma che è rimasta ferma negli archivi del Comune con sede in via Vittorio Veneto.
"Facciamo parte della stessa Soprintendenza dei beni archeologici - ha affermato D'Auria - è inconcepibile che Gragnano sia rimasta fuori dal Grande Progetto Pompei. Inoltre - continua - la nostra città è parte integrante del sistema territoriale compreso tra il Vesuvio e i monti Lattari, tanto da essere parte costitutiva del distretto turistico Pompei-Monti Lattari e Valle del Sarno". Da qui la richiesta di un incontro con i rappresentanti del ministero dei Beni e delle Attività Culturali, i sindaci del comprensorio e il governatore della Campania Vincenzo De Luca. I termini però sono ormai scaduti e la città di Gragnano è rimasta fuori dai finanziamenti, sprecando cosi una ghiotta occasione di sviluppo turistico.
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