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Gragnano - Caso: «La città non merita trasformisti e opportunisti»

L'ex consigliere provinciale: «Cimmino è una persona libera e onesta».

tempo di lettura: 5 min
di Comunicato Stampa
20/05/2016 11:30:56
Gragnano - Caso: «La città non merita trasformisti e opportunisti»

«Ho ascoltato con attenzione le dichiarazioni del candidato sindaco Patrizio Mascolo con le quali affermava che l'attuale candidato sindaco Paolo Cimmino, nella precedente consiliatura, sarebbe stato “condizionato” da alcune persone e che, quindi, non poteva essere un sindaco libero. Ricordo a Mascolo che, proprio perché Cimmino è un sindaco e soprattutto una persona libera, ha potuto raccogliere tutti i consigli e i contributi costruttivi che sono venuti dai consiglieri comunali, dai rappresentanti delle liste che hanno partecipato ai vari incontri programmatici, e dalle associazioni presenti sul territorio. Soggetti, tutti, che lo hanno supportato nelle tante iniziative che sono state avviate e portate a compimento in quei pochi mesi di governo». A dirlo è Giovanni Caso, ex consigliere provinciale.

«Mascolo piuttosto – prosegue – dovrebbe guardare in casa sua: i consiglieri comunali Pierino Cavaliere e Giovanni Sorrentino, che a lui fanno riferimento e da considerarsi esperti perché siedono sui banchi del Consiglio comunale da oltre 10 anni, quale contributo hanno offerto? Non ricordo un loro intervento in Consiglio né sulle linee programmatiche né su altre tematiche importanti. Per questo, mi sento di dirgli: caro Patrizio, per consigliare ci vogliono capacità e competenze, caratteristiche che ti riconosco ma che non riconosco ai “tuoi” consiglieri. Anzi: ricordo perfettamente i tuoi interventi (le dichiarazioni sono agli atti del Comune), fino all’ultimo consiglio comunale, per elogiare le capacità e l'essere perbene di Paolo Cimmino».

«Pure Silvana Somma, che nei suoi video comunicati si sforza di dare di sé un immagine di donna leale, dimentica che con i suoi comportamenti ed il suo egoismo ha di fatto distrutto il circolo del Partito democratico di Gragnano e sono pronto a scommettere che lo condannerà a racimolare percentuali misere alle elezioni comunali – prosegue Caso –. Lei ha prima blindato il partito, dichiarando che non si sarebbe candidata, ha poi preso personalmente l'impegno che avrebbe sostenuto la candidatura di Cimmino e, infine, ha deciso di autocandidarsi utilizzando come scusa, perché di scusa si tratta, la richiesta arrivata da un non meglio identificato popolo di sinistra».

«Se il popolo di sinistra che ha voluto con forza la sua candidatura – prosegue l'ex consigliere provinciale – è rappresentato dai vari personaggi della sua variegata coalizione affastellata, allora bisognerà riscrivere i libri di storia e i manuali di scienze politiche perché il mondo va alla rovescia. La realtà è un'altra, invece: la Somma ha frantumato il partito locale solo per affermare la sua (molto) presunta leadership. Non è un caso che il presidente del Circolo cittadino del Pd abbia deciso di costruire una lista di appoggio a Cimmino ed alcuni giovani, come Antonio Marinaro, con coraggio l'hanno abbandonata in questa folle corsa solitaria candidandosi a sostegno di Paolo Cimmino».

«In un video, la Somma afferma che il suo obiettivo è dare quel governo stabile che negli ultimi 20 anni la città non è riuscita ad avere. Bene, e con chi vuole farlo? Alleandosi con chi ha governato Gragnano negli ultimi 20 anni? Ed il primo atto ufficiale da sindaco lo riduce al cambiamento “di un senso di marcia”? Onestamente, mi sembra un po' troppo riduttivo. Va bene l'umiltà, ma insomma... Ricordo che Paolo Cimmino alla stessa domanda rispose di voler dare ai cittadini uno strumento urbanistico (Puc) che mancava da oltre 30 anni e di sbloccare finalmente la situazione di stallo dei lavori del campo sportivo comunale. Impegni MANTENUTI».

Da qui l'appello: «Ai candidati sindaci consiglio di contare fino a dieci prima di sputare sentenze. E agli elettori dico. “Date la possibilità ad un uomo come Paolo Cimmino, capace e perbene, di governare la nostra città”».

«Voglio spendere anche due parole su Francesco Paolo De Rosa – sottolinea Caso –. Non capisco questo suo accanimento dopo che è stato sostituito in giunta da un tecnico, peraltro individuato da Cimmino nella sua stessa lista “Gragnano Insieme”. Mi indispettisce che Francesco abbia deciso di entrare in polemica con l’Amministrazione soltanto dopo aver perso la poltrona, pur essendo la sua lista rappresentata in giunta. Non ricordo che abbia mai fatto partecipare qualche esponente del suo movimento “Gragnano Insieme” alle riunioni programmatiche che si sono avute, doveva essere lui la “prima donna”. Ma non si fa politica, in questo modo. Così si fa carriera. Perciò lascio ai cittadini giudicare».

«Così come chiedo ai cittadini di giudicare anche e soprattutto il buon governo dell'Amministrazione Cimmino, che portato a termine tanti progetti e altri ne aveva in cantiere come la valorizzazione della Valle dei Mulini e dell'ex Monastero di San Michele Arcangelo. E vogliamo poi parlare della restituzione alla città del campo sportivo San Michele o dell'isola ecologica di via Mandrio? L'elenco sarebbe lungo, ma mi limito solo ad aggiungere che per la prima volta nella storia Gragnano ha un efficiente (e funzionante, soprattutto!) sistema di videosorveglianza».

Infine, la conclusione: «Per quanto mi riguarda sono onorato di essere al fianco da anni di Paolo Cimmino, una persona competente ed onesta. Sono al suo fianco senza chiedere niente in cambio. L’ho dimostrato la volta scorsa non ricoprendo incarichi e non candidandomi alle regionali. Il mio unico intento – chiosa l'ex consigliere provinciale – è dare una mano a risvegliare questa città e a far sì che si attivi un rinnovamento della classe dirigente. Come? Semplice: anche approfittando dell’avvicinamento dei tanti giovani che fortunatamente hanno individuato in Cimmino il loro rappresentante».

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