A Palermo e Castellammare futuro legato alla realizzazione del bacino di costruzione.
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Si è riunito ieri a Palermo il coordinamento nazionale Fiom del Gruppo Fincantieri dal quale è emersa la "grande preoccupazione sulla distribuzione delle commesse e la tenuta occupazionale dei cantieri di Palermo e di Castellammare di Stabia". Sono circa 450 i lavoratori a Palermo, più gli impiegati dell'indotto. Molti di più a Castellammare. Il futuro di entrambi i cantieri è legato alla realizzazione del bacino di costruzione. "Fincantieri dice che senza questa nuova infrastruttura non investirà su nuove commesse. Ma mette anche in mezzo la ridistribuzione delle commesse nella trattativa per il rinnovo dei contratti", ragiona Francesco Foti. Si tratta di interventi che richiedono contributi dalle Regioni. Ma sia la Sicilia che la Campania pare facciano orecchie da mercante.
Per la Fiom i Cantieri navali del gruppo nel Paese viaggiano a due velocità: "A Monfalcone, Marghera e Ancora - dice il coordinatore nazionale delle Rsu del gruppo Fincantieri della Fiom, Bruno Papignani - hanno lavoro, mentre vengono messi in discussione quelli di Castellamare e Palermo; su quest'ultimo c'è l'ipotesi della cassa integrazione e questo è inaccettabile".
"Questa questione si aggiunge a quella dell'integrativo aziendale e all'allargamento dei bacini di carenaggio, problema aperto da anni e purtroppo ancora senza soluzione. Se è vero che Fincantieri ha acquisito commesse buone per lavorare fino al 2025 - prosegue Serafino Biondo - non si capisce perché invece a Palermo non ci può essere continuità e vediamo profilarsi ancora una volta lo spettro della cassa integrazione. Chiediamo per questo - conclude - un'equa distribuzione dei lavori su tutti gli stabilimenti del gruppo. Attualmente le aree dello stabilimento di Palermo sono quasi vuote. E' assurdo che un gruppo che si vanta di avere commesse all'estero non riesca a saturare tutti gli stabilimenti italiani".
Per questi motivi, il Coordinamento nazionale Fiom di Fincantieri ha dichiarato un pacchetto di 16 ore di sciopero da effettuare in tutti gli stabilimenti del gruppo entro il mese di ottobre 2015 a sostegno della garanzia occupazionale in tutti i cantieri italiani, contro la disdetta degli accordi che penalizzano pesantemente i lavoratori sul salario e a sostegno della piattaforma per il rinnovo dell'integrativo aziendale, a partire dalla diminuzione e dalla regolazione del lavoro in appalto. Almeno 4 delle 16 ore di sciopero saranno effettuate contemporaneamente in tutti i cantieri e sedi di Fincantieri il 2 ottobre. Inoltre il Coordinamento Fincantieri ha dato mandato alla Fiom nazionale di preparare una manifestazione nazionale di tutto il gruppo Fincantieri.