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Castellammare - Vozza scende in campo: «La città è esausta delle schermaglie politiche. Discutiamo dei problemi, non dei nomi»

L'ex primo cittadino prosegue: «Il termalismo deve ripartire attraverso la riqualificazione dell'hotel, del centro congressi e delle Antiche Terme. Il progetto su Savorito e Moscarella è il più grande investimento del Mezzogiorno sulle periferie».

tempo di lettura: 6 min
di Mauro De Riso
18/04/2016 23:57:35
Castellammare - Vozza scende in campo: «La città è esausta delle schermaglie politiche. Discutiamo dei problemi, non dei nomi»

Non siamo un partito, né una coalizione, né una lista. Con queste parole Salvatore Vozza e la sinistra stabiese hanno deciso di scendere in campo organizzando un incontro presso l'Hotel dei Congressi in cui hanno posto le proprie idee al servizio di una città soffocata da una crisi che ha devastato le sue straordinarie ricchezze e che, a venti giorni dalla scadenza per la presentazione delle liste elettorali, non ha espresso ancora un candidato sindaco né coalizioni ben definite che possano aspirare alla poltrona più ambita di Palazzo Farnese. «Ritengo gravissimo quello che sta accadendo a Castellammare - ha dichiarato Vozza -. Il centrosinistra non esiste più, il Pd e la destra non dispongono ancora di un candidato certo e tante liste girano per la città alla ricerca di trattative manifestando una totale indifferenza nei confronti dei programmi e dei problemi che affliggono questa terra. Mentre siamo qui a discutere, l'Hotel delle Terme è all'asta e il commissario non ha fatto nulla per fermare questo scempio. Intorno alle Terme non c'è un progetto chiaro e sarebbe più prudente attendere l'esito delle amministrative del 5 giugno prima di dare io consenso alla vendita dell'albergo. La questione relativa alla Reggia di Quisisana è altrettanto grottesca, dato che il progetto per la riqualificazione della struttura e la creazione di un museo archeologico al suo interno è fermo in attesa di una firma da parte della Soprintendenza. L'elenco dei grattacapi, tuttavia, è molto più lungo e complesso, basti ricordare che in questi giorni gli operai Fincantieri hanno occupato la statale perché non hanno ancora commesse su cui lavorare. In questo momento, la classe politica stabiese non discute né dei problemi né delle soluzioni, il che è davvero molto grave».
In questo scenario così caotico, Vozza ha deciso di scendere in campo con l'obiettivo di restituire dignità alla città: «In realtà ho pubblicato quattro mesi fa le mie prime considerazioni sul programma politico, il che lasciava presagire sin da allora il mio intento di tornare a fornire il mio contributo alla città - ha ammesso l'ex primo cittadino stabiese -. Abbiamo deciso oggi di strutturare un percorso nuovo, incontrare le persone che condividono le nostre vedute e impostare un confronto che scuota l'immobilismo che sta tenendo Castellammare sotto scacco. In quest'ottica è stato strutturato un manifesto che contiene non solo l'elenco dei problemi, ma anche un desiderio di ricevere risposte chiare su tante questioni piuttosto intricate. Abbiamo il diritto di sapere perché i lavori in villa sono bloccati e quali sono le prospettive dell'ex Casa del Fascio e di Corso de Gasperi. La cosa che tuttavia mi deprime più di ogni altra riguarda la piega che ha assunto la città nel gioco dei bussolotti dei tavoli provinciali. Castellammare sta smarrendo la sua dignità e autorevolezza ed è finita in un vortice pericoloso».
Negli ultimi tempi è tornata d'attualità la questione relativa alle responsabilità sul fallimento delle Terme, per la quale si è registrato un aspro scontro dialettico tra Nappi e Cuomo, a cui hanno preso parte in una fase successiva anche Bobbio e Forza Italia: «Non ho intenzione di aggiungere altra carne al fuoco e mi escudo da queste schermaglie politiche senza senso - ha proseguito Vozza -. La città è esausta di queste continue discussioni ed io non voglio assecondare questa deriva pericolosa. Sono stato sindaco di Castellammare per cinque anni e non posso sottrarmi alle responsabilità per la crisi che ha travolto il termalismo stabiese. Avrei potuto forse fare di più per far fronte al problema, ma in questo momento è inutile fare i maestrini ed è opportuno effettuare alcune riflessioni. Se rivolgiamo il nostro sguardo anche al di fuori dei confini cittadini, ci accorgiamo che il termalismo vecchio stampo è in difficoltà anche nel resto del Paese. La riqualificazione delle Terme passa attraverso tre step. In primis occorre istituire un centro di riabilitazione sfruttando l'hotel attualmente all'asta, poi bisogna dare seguito al discorso già avviato relativo alla riapertura delle Antiche Terme, scandalosamente devastate dai vandali per omessa vigilanza, infine è necessario trasformare il centro congressi in un luogo vivo che possa ospitare rassegne e spettacoli teatrali. Ogni discorso passa, però, attraverso un accordo con i sindacati per effettuare un'innovazione contrattuale che consenta di riabilitare i dipendenti senza promettere posti fissi che oggi non sono più sostenibili. I lavoratori devono sapere la verità, ma tutto passa attraverso una ricerca serena che non preveda inutili e sterili battibecchi».
I progetti relativi all'housing sociale del Savorito e alla riconversione dell'area ex Cirio sono arrivati al punto di svolta e a breve potrebbero cominciare i lavori per la riqualificazione della periferia stabiese: «Renzo Piano in questi mesi ha discusso della tematica del recupero delle periferie come materia di rilevanza nazionale afflitta da contraddizioni enormi - ha spiegato l'ex primo cittadino -. Castellammare ha la fortuna di godere del più grande investimento di tutto il Mezzogiorno su un pezzo di periferia. La riqualificazione dei rioni Savorito e Moscarella prevede 80 milioni di investimento tra housing sociale e contratto di quartiere, due elementi che non possono prescindere l'uno dall'altro. Il progetto del Savorito prevede 189 alloggi, di cui 90 con canone sociale, 31 del Comune e i restanti destinati al mercato privato. Se non si costruiranno anche gli alloggi previsti dal contratto di quartiere, si verificheranno grossi problemi. Anche in tal senso, devo registrare i soliti dissidi tra amministrazioni che si sono arrogate i meriti del progetto. I timbri e i protocolli, tuttavia, non mentono, ma non mi interessa farne un vanto e ci tengo ad elogiare anche il lavoro svolto dai miei successori».
A lungo è sembrato che Vozza e Di Nardo camminassero di pari passo in vista dell'imminente competizione elettorale, ma il recente incontro tra i vertici di Area Civica e l'attuale consigliere di De Luca per le problematiche relative alle emergenze di Protezione civile ha smentito tutte le voci circolate negli ultimi mesi: «Da parte mia, voglio precisare che non ho accordi programmatici con nessuno - ha dichiarato Vozza -. Questa riunione è stata organizzata in extremis e adesso ci attendono sei giorni serratissimi di consultazioni per arrivare a domenica 24 aprile con un programma condiviso, un candidato sindaco e una coalizione. Sono convinto che con dieci liste si vincono le elezioni ma non si può governare. Noi non intendiamo costruire un'armata Brancaleone e rinunciamo volentieri a quei consiglieri comunali che cambiano idea di continuo e attuano la triste pratica del trasformismo. Questo aspetto rappresenta il punto focale del nostro programma e mi aspetto che da qui si possano porre le basi per un cambiamento deciso della nostra città».

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