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Castellammare - Vozza a De Luca: «Ecco come salvare le terme stabiane»

L'ex sindaco di Castellammare di Stabia scrive al presidente della Regione Campania: «

tempo di lettura: 9 min
15/10/2022 16:00:14
Castellammare - Vozza a De Luca: «Ecco come salvare le terme stabiane»

“Nei giorni scorsi - scrive Salvatore Vozza - ho inviato una lettera al presidente della Regione Campania per sottolineare la necessità di valutare quali interventi è possibile mettere in campo per evitare la svendita del patrimonio delle Nuove Terme, oggetto di procedura fallimentare e quali quelli necessari per riaprire le Antiche Terme. Auspico - conclude Salvatore Vozza- che la Regione sia protagonista di una nuova fase al fine di determinare la ripresa di un settore che da sempre ha rappresentato vanto per la città, per la nostra Regione a livello nazionale, ma soprattutto vitale per l’economia di Castellammare. Auspico che la Regione possa svolgere un ruolo attivo, concorrendo al rilancio delle TERME , quale una delle possibili leve per una nuova stagione di sviluppo di questo territorio. Nelle prossime settimane metterò a disposizione della città tutta una serie di documenti relativi agli anni della mia amministrazione per riflettere e dialogare insieme su questo come su altri temi”.

Ecco il testo della missiva:

Al Presidente della Giunta Regionale della Campania
On. Vincenzo De Luca

Egregio Presidente,
avverto l’urgenza di sottoporre alla tua attenzione la necessità di valutare quali
interventi è possibile mettere in campo per evitare la svendita del patrimonio delle
Nuove Terme, oggetto di procedura fallimentare e quali quelli necessari per riaprire
le Antiche Terme. È indispensabile un impegno della Regione per attivare una nuova
fase al fine di determinare la ripresa di un settore che da sempre ha rappresentato
vanto per la città, per la nostra Regione e a livello nazionale, ma soprattutto vitale
per l’economia di Castellammare.
Da ormai otto anni le Nuove Terme hanno smesso di erogare prestazioni per le
procedure di chiusura attivate e nel frattempo la struttura è stata vandalizzata e
distrutta; le Antiche Terme, invece - benché ristrutturate - dal 2011 non sono mai
entrate in funzione, tranne che per qualche sporadica iniziativa, e anche esse
lasciate incustodite hanno subito danni ,sebbene non rilevanti.
La situazione che ho appena abbozzato merita una seria riflessione certamente a
causa delle politiche nazionali che negli anni hanno penalizzato questo settore, ma
evidenzia anche limiti ed errori nostri, a partire da miei, sui quali non sarebbe
corretto sorvolare. Non mi sono sottratto e non mi sottrarrò a questa verifica, e a
breve, per i 5 anni in cui sono stato Sindaco, metterò a disposizione di tutti gli atti
assunti. Oggi però è necessario che si valutino con urgenza quali misure è possibile
mettere in campo per il rilancio delle attività, anche ipotizzando soluzioni nuove e
diversificate per i due stabilimenti e per evitare che si affermi quella che appare una
conclusione inevitabile: la scomparsa delle TERME!
Non provarci ci condannerebbe solo ad attendere l’asta per la vendita del
patrimonio, che rischia di diventare, nonostante la grande attenzione con cui
sarebbe seguita e monitorata, una svendita esposta a tentativi speculativi e/o della
criminalità organizzata.
Non spetta a me precisare e definire un percorso, non solo perché non ho le
competenze, ma perché la titolarità spetta alla Commissione Straordinaria che guida
il Comune, a quanti stanno curando gli aspetti concernenti il fallimento e alle parti
sociali; mi limito a riassumere e ad aggiornare il lavoro svolto negli anni scorsi con
l’ASL e con la stessa Regione in un breve appunto che allego.
Ho la speranza che si possa arrivare a definire azioni concrete, pur nella
consapevolezza che il tempo a disposizione è limitato, che le procedure sono
complesse e che le condizioni economiche generali in cui operare non sono le
migliori. I criteri e le risorse previste nel PNRR per il settore Sanitario, potrebbero
però facilitare il compito. E’ utile ricordare, che già oggi per il lavoro fatto dal
Comune, dagli altri Enti e dal Governo, alle Antiche Terme, nell’ambito del CIS
Vesuvio - Pompei, sono assegnati 12 ml di €.
Caro Presidente, non ti sfugge la situazione di disagio che vive Castellammare dopo
lo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni della criminalità organizzata
e lo smantellamento del patrimonio delle Nuove Terme, darebbe un ulteriore e
grave colpo ad una Città che non lo merita . In questo contesto di preoccupazioni, si
inscrive anche la vertenza ancora aperta d MEB..
A Castellammare la camorra c’è, agisce, condiziona.
E’ necessario combatterla ancora con più forza e decisione e senza sconti; ma
Castellammare va anche difesa, valorizzata per le competenze di cui dispone, per la
forza del mondo del lavoro e delle professioni, e per le belle e sane energie -da
coinvolgere pienamente- rappresentate soprattutto dalle ragazze e dai ragazzi. “La
piccola città” potrà farcela, come indica anche la ripresa in alcuni settori legati al
turismo, e le iniziative e i programmi in corso, che tutti auspichiamo si concretizzino
al più presto; mi riferisco ad esempio ,tra quelli programmati ,agli investimenti per
Fincantieri, per il Porto, per i Quartieri.
In questo senso auspico che anche la Regione possa svolgere un ruolo attivo,
concorrendo al rilancio delle TERME ,quale una delle possibili leve per una nuova
stagione di sviluppo di questo territorio.


Appunto sulle TERME
Proposta per NUOVE TERME
Il complesso delle ex Terme di Stabia insiste su una vasta area (circa 60.000 mq) ,storicamente tale
compendio nasce negli anni 60 con la finalità tipica del termalismo dell’epoca: cure idropiniche e terapia
inalatoria sicuramente di qualità per la diversità delle 28 acque minerali che venivano portate al Solaro dal
complesso delle Antiche Terme.
Con il tempo tale peculiarità è stata affiancata, a seguito delle mutate esigenze dettate dai tempi, da
un’intensa attività di fisioterapia riabilitativa unicamente in regime di convenzione con il SSN.
Tale premessa è necessaria per comprendere quale è il presupposto che portò e porta a formulare l’idea
della realizzazione, in continuità con la mission sanitaria ed in accordo e con la partecipazione della
Regione Campania e della ASL Na 3 SUD, di un polo sanitario riabilitativo di eccellenza. Un polo
(neurologico, cardio-respiratorio, post-traumatologico) con diagnosi e cura e con prestazioni erogabili sia in
regime ambulatoriale che in regime di ricovero sfruttando gli ampi spazi già esistenti rifunzionalizzandoli e
con la possibilità di realizzare, con le realtà alberghiere già presenti, strutture di accoglienza residenziale
per i familiari dei pazienti in degenza.
L’attività propriamente medico-riabilitativa potrebbe essere affiancata anche da metodologie diagnostiche
e terapeutiche proprie della medicina sportiva.
Tali prestazioni specialistiche, oggi eseguite quasi del tutto presso centri privati accreditati con il SSN e
spesso anche fuori Regione, verrebbero erogate in un polo realizzato e governato direttamente dalla
Regione: il che comporterebbe sicuramente un risparmio della spesa sanitaria regionale nell’ambito della
convenzionata esterna per la diminuzione delle COM che vengono distribuite ai centri privati
Sarebbe anche utile, per la formazione specialistica del personale medico e paramedico e con il
coinvolgimento della Facoltà di Medicina e Chirurgia, insediare una scuola di formazione con la possibilità di
realizzare anche un polo congressuale dedicato alla specialità medica.
E da ultimo, affiancare a questa anche una struttura di polo congressuale.
Un’altra ipotesi potrebbe essere quella della delocalizzazione dell’attuale P.O. San Leonardo con la
realizzazione, sfruttando tutte l’area disponibile, di un complesso sanitario a mo di un Policlinico
(ri)dimensionato ma capace di offrire prestazioni medico-chirurgiche di qualità, proprie di un D.E.A. di II
LIVELLO (cardiochirurgia, neurochirurgia, terapia intensiva neonatale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica
oltre alle prestazioni erogate in un D.E.A. di I livello) in una struttura moderna, con la realizzazione di
padiglioni dedicati all’area medica ed all’area chirurgica e con un POLO di EMERGENZA dotato anche di
ELIAMBULANZA e dotati di tutta la rete infrastrutturale necessaria.
Il posizionamento strategico del nuovo Ospedale, in prossimità dello svincolo del raccordo autostradale ,
garantirebbe inoltre una maggiore facilità e velocità nel raggiungere il P.O., gli utenti fruirebbero di spazi
adeguati pe il parcheggio, il traffico cittadino che spesso provoca ritardi anche notevoli per la percorrenza
sarebbe decongestionato.
Così si potrebbe dare una risposta importante al territorio tutto in tema di assistenza ospedaliera,
emergenza-urgenza e pronto soccorso.

Proposta ANTICHE TERME
Puntare sulla ripresa delle le attività Termali e sulla realizzazione di un presidio per Anziani e Fasce
Deboli.
Negli ultimi tempi sì e avuto un miglioramento delle prestazioni in ADI per gli anziani allettati allorquando
queste sono state internalizzate (circa 3000 al mese) eliminando tutte le anomalie preesistenti . Con il
meccanismo dell’extraorario di servizio il personale infermieristico e fisioterapisti interni, a oggi, ha
amorevolmente assistito i pazienti loro affidati, anche in periodo pandemico, ponendo fine alle tante giuste
lamentele e disservizi posti in atto con l’affido delle prestazioni alle ditte esterne. Con ottimizzazione della
qualità delle prestazioni si è giunti anche ad un notevole risparmio della spesa,riducendo la stessa di oltre
settecentomila euro all’anno.
Con la creazione di un Centro Polivalente per Anziani e Fasce Deboli a si porrebbe fine a una serie di
anomali, di sprechi, elevando notevolmente la qualità dei servizi erogati.
Sarebbe così raggiunto lo scopo di abbattere la solitudine e favorire una sempre maggiore inclusione attiva
della popolazione anziana; un presidio siffatto sarebbe un punto di riferimento di accoglienza per i percorsi
d’invecchiamento attivo, specialmente dopo questo lungo periodo di pandemia. Le A. Terme, potrebbero
attivare, con la realizzazione di piscine per percorsi riabilitativi utili anche per altre figure, per le fasce
deboli, iniziative nuove e diventare un riferimento, oltre che per le prestazione termali, di un vasto
territorio
Con il finanziamento di 12 ml di € previsti nel CIS che Antiche Terme di Stabia oggi hanno in dote, ancorché
con quanto risparmiato dall’Azienda Sanitaria Napoli 3 Sud, in collaborazione con gli altri Enti preposti,
Regione etc., questo sogno per gli anziani e disabili, e l’obiettivo, di far ripartire le attività termali ,
potrebbero diventare realtà.

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