Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra Antonio Pannullo si è recato stamattina presso la Procura di Torre Annunziata per chiedere all'autorità giudiziaria di fare chiarezza e di verificare la veridicità delle affermazioni rilasciate da un anonimo elettore nel corso di una trasmissione andata in onda su La7. Pannullo domani presenterà un esposto per tutelare l'immagine di Castellammare ed ha promesso un impegno concreto al fine di debellare il desolante fenomeno del voto di scambio. «Mi sono recato in Procura perché voglio vederci chiaro su questa vicenda - ha affermato il leader del centrosinistra stabiese -. Respingerò la triste pratica della compravendita dei voti con tutte le mie forze, ragion per cui ho deciso di intraprendere questa iniziativa. Non accetto in alcun modo che la dignità della città sia inquinata da un ristretto gruppo di truffatori, il cui intento è a dir poco squallido. Sarà mia premura, dunque, portare avanti questa battaglia fino in fondo e chiudere ogni spiraglio al malaffare».
Gli avversari politici lo hanno accusato di essere stato finora troppo morbido in relazione al problema, ma Pannullo non ha alcuna intenzione di prestare il fianco alle insinuazioni, provenienti soprattutto dal suo sfidante Gaetano Cimmino. «Sono stato l'unico candidato ad aver affrontato la questione relativa alla legalità nel corso della campagna elettorale - ha sottolineato Pannullo -. Cimmino ha dimenticato che in mio sostegno è approdato in città il Ministro della Giustizia Andrea Orlando, con il quale ci siamo soffermati pubblicamente sulla necessità di allontanare la camorra da Castellammare, includendo nel nostro discorso tutte le pratiche illegali che nel corso degli anni hanno afflitto questa città. In tal senso, non sono affatto indifferente alla questione dei tre fermi imposti dalle forze dell'ordine in occasione del voto di domenica di scorsa, ma non invocherò la presenza dell'esercito nei pressi dei seggi per controllare il regolare svolgimento delle operazioni durante il ballottaggio. Abbiamo una squadra di polizia adeguata e mi fido ciecamente dell'operato dei nostri agenti».
Pannullo ha rivolto pertanto una promessa agli stabiesi per garantire la sua assoluta imparzialità in merito alla questione del voto di scambio. «Se dovesse essere accertato che un consigliere abbia comprato i voti, lo caccerò via a calci nel sedere - ha sentenziato -, anche se dovesse trattarsi di un esponente del mio schieramento di maggioranza. Sarò intransigente con chiunque possa essersi macchiato di un reato così grave. Su questo fronte i cittadini possono stare tranquilli».
Lo sfidante Gaetano Cimmino ha promesso che la villa comunale sarà completata entro i primi trenta giorni dal suo eventuale insediamento a Palazzo Farnese, un azzardo a cui Pannullo ha replicato senza mezzi termini. «Cimmino fino a ieri non aveva mai parlato di programmi - ha spiegato l'ex capogruppo del Pd - e avrebbe fatto meglio a tacere, dato che le sue promesse non hanno alcun senso logico. La villa non può essere completata in trenta giorni e lui stesso ne è consapevole. Noi abbiamo un quadro preciso della situazione e non prenderemo in giro nessuno, confidando di restituire il lungomare agli stabiesi nel più breve tempo possibile. Il governatore De Luca, intanto, ha sbloccato i fondi e nel frattempo tutte le altre pratiche burocratiche sono state espletate. A breve i lavori per il restyling della villa riprenderanno e la nostra amministrazione sarà garante del regolare svolgimento delle attività».