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Castellammare - Voto di scambio, gli inquirenti interrogano tre candidati della coalizione di maggioranza

Si tratterebbe di due candidati iscritti alla lista del Pd e di uno proveniente da una lista civica. Ascoltati in qualità di persone informate sui fatti, nessuno dei tre risulta indagato.

tempo di lettura: 2 min
di Giancarlo Esposito
30/06/2016 08:19:59
Castellammare - Voto di scambio, gli inquirenti interrogano tre candidati della coalizione di maggioranza

Torna prepotentemente alla ribalta la vicenda legata alla compravendita dei voti nella città delle acque. I tre fermi imposti dalle forze dell'ordine nei pressi dei seggi durante il primo turno delle amministrative del 5 giugno scorso hanno avuto seguito nell'ambito dell'inchiesta avviata dalla Procura di Torre Annunziata. Ma ricostruiamo i fatti. In occasione della prima tornata elettorale, gli agenti di polizia hanno scovato ben tre elettori intenti a scattare fotografie alla scheda all'interno della cabina. Due di essi hanno votato presso il seggio del Lattaro nella periferia nord della città, il terzo, invece, è stato fermato al seggio del Seminario nel centro antico. Qualche giorno dopo, un filmato andato in onda nel corso della trasmissione televisiva “Tagadà” su La7 ha gettato ulteriori ombre su una vicenda a tinte fosche che ha minato notevolmente l'immagine della città. Uno stabiese ha denunciato in veste di anonimo di essere stato corrotto da un candidato, che avrebbe acquistato il suo voto per 50 euro inducendolo ad effettuare un passaparola anche con amici, parenti e conoscenti per ampliare il proprio bacino di preferenze in vista delle elezioni, meccanismo che avrebbe fruttato all'ignoto elettore una somma compresa tra i 1500 e i 2000 euro. Il voto di scambio è divenuto così improvvisamente il tema caldo della seconda fase della campagna elettorale. Se da un lato Vozza e Cimmino hanno chiesto a gran voce l'intervento della Commissione Antimafia, dall'altro Pannullo ha deciso di recarsi personalmente presso la Procura di Torre Annunziata per presentare un esposto atto a fare chiarezza sulla vicenda e a tutelare l'immagine di Castellammare. L'indagine così è andata avanti al punto che gli inquirenti hanno deciso di ascoltare tre candidati della coalizione di maggioranza (due iscritti alla lista del Pd ed uno appartenente ad una lista civica) in qualità di persone informate sui fatti. I tre non risultano attualmente iscritti al registro degli indagati, ma gli investigatori hanno tutta l'intenzione di far luce sulla questione e capire se effettivamente qualche candidato abbia acquistato i propri voti in cambio di denaro. La Digos, inoltre, ha monitorato con attenzione lo svolgimento della campagna elettorale e avrebbe osservato alcuni candidati in giro con frequenza accanto a persone note agli inquirenti, provenienti dai quartieri in cui imperversa la camorra. Il quadro attuale, tuttavia, è ancora poco chiaro e servirà ancora un po' di pazienza per capire quali implicazioni possano emergere da un'inchiesta che minaccia di stravolgere l'intero contesto politico stabiese.

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