Il confronto tra i due candidati Antonio Pannullo e Gaetano Cimmino, andato in scena nel pomeriggio al Palazzetto del Mare, ha assunto toni piuttosto accesi quando la discussione è stata incentrata sulla vicenda del voto di scambio, un desolante fenomeno attualmente di moda a Castellammare in seguito ai tre fermi effettuati dalle forze dell'ordine nei pressi dei seggi durante il primo turno delle amministrative e al filmato messo in onda da La7, relativo alla compravendita dei voti nella città delle acque. «È giusto che si faccia chiarezza quanto prima - ha sottolineato Pannullo -. Non è un caso che io mi sia recato in Procura la mattina successiva alla messa in onda del filmato trasmesso su La7. Ho protocollato un esposto per tutelare la dignità di Castellammare e ricostruire la verità dei fatti. Sarò intransigente su questo fronte. Ho già annunciato che prenderò provvedimenti seri contro gli eventuali colpevoli e caccerò via a calci chiunque dovesse essersi macchiato di un reato simile, anche se si trattasse di un consigliere della mia maggioranza. Non sono mai stato attenzionato dall'Antimafia e e non accetto che sia posta in discussione la mia integrità morale». «Non prenderò a calci nessuno dei miei perché ho la certezza che i loro voti siano puliti - ha affermato Cimmino -. I candidati coinvolti nei brogli sono consiglieri eletti della lista del Pd e pretendiamo che i loro nomi escano fuori immediatamente. Il popolo ha bisogno di sapere la verità. Il mio avversario si prepari a prendere a calci qualche suo consigliere quanto prima».