Il voto è arrivato pochi secondi prima della mezzanotte, termine ultimo per l'approvazione del rendiconto. Ed ora avanti con il rimpasto di giunta. Vedremo nei prossimi giorni quanto costeranno questi "si" al sindaco in termini di deleghe.
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L'appello lanciato dal sindaco Nicola Cuomo nel giorno in cui ritirò le dimissioni è stato accolto. "Vado avanti - disse il sindaco - Oggi siamo in 11. Mi appello ai consiglieri di buona volontà". A raccoglierlo sono stati Eduardo Melisse e Giuseppe Mercatelli. Il primo faceva parte della maggioranza uscita vincitrice alle elezioni comunali del 2010, salvo poi rinnegare Cuomo e passare all'opposizione. Oggi il dietrofront. E' bastato un weekend di trattative con il sindaco per convincerlo a votare il bilancio. Mercatelli, invece, dopo aver più volte difeso la sua posizione, rigettando accordi che lo vedevano come uno dei papabili alla poltrona di presidente del consiglio, oggi conferma che una fondatezza quelle voci ce l'avevano. Ecco, quindi, che Cuomo racimola il minimo score utile per andare avanti. 13 si ed il bilancio è approvato. Il voto è arrivato pochi secondi prima della mezzanotte, termine ultimo per l'approvazione del rendiconto. Ed ora avanti con il rimpasto di giunta. Vedremo nei prossimi giorni quanto costeranno questi "si" al sindaco in termini di deleghe.
La nuova maggioranza. Nasce così oggi una nuova maggioranza, eterogenea per ideali ed estrazione politica. Ma non solo. A farne parte consiglieri comunali che rinnegano l'incipit del partito di appartenenza ed appoggiano un sindaco del Partito Democratico. E proprio questo ha scatenato in aula le ire dell'ex capogruppo del PD, Francesco Iovino, che ne ha avute per tutti. Da Melisse a Marcatelli, da Pane a Sabatino.
Mantenendo fede a quanto aveva anticipato ieri, il consigliere Francesco Russo ha votato "no" al bilancio. "Non potevo unirmi a chi ha retto Bobbio fino alla fine - ha detto - , a chi è stato eletto con la lista in sostegno al candidato di destra ed oggi affascinato "dagli innumerevoli risultati positivi" cui codesta amministrazione ha prodotto. La mia storia parla chiaro. Io non partecipo a questa telenovela. Faccio il mio in bocca al lupo alla nuova trasformata maggioranza".
Atto di indirizzo per i termali. Ed il lavoro ? E le terme ? Bhe, possono aspettare. Il primo punto all'ordine del giorno dell'assise cittadina era l'approvazione dell'atto d'indirizzo per la tutela dei lavoratori delle ex Terme di Stabia. 3 gli emendamenti presentati, ma la confusione e la bagarre in aula è stata talmente tanta che gli stessi consiglieri comunali hanno capito poco o nulla di cosa si stesse approvando. La dimostrazione palese è arrivata quando è stato approvato un emendamento della minoranza, votato da alcuni ignari consiglieri di maggioranza. Su questo punto, emblematico è stato l'intervento di Antonio Alfano de I Moderati: "Sig. segretario - ha detto - vorrei capire cosa sto votando. Non è possibile che ci sia un atto di indirizzo, un emendamento, un emendamento all'emendamento .... Insomma,ci faccia capire altrimenti andiamo tutti a scopare le strade che la città è piena di rifiuti". La seduta, poco prima, era stata sospesa proprio per fare chiarezza sui vari emendamenti. Ma la conferenza dei capigruppo, durata oltre un'ora, non ha prodotto nulla, se non altra confusione. La riunione, infatti, era stata abbandonata dalla minoranza perchè il sindaco si era rifiutato di dare spazio ad alcune proposte avanzate proprio dall'opposizione. Quello che si è capito è che l'atto di indirizzo, così come noi di StabiaChannel avevamo anticipato, dà priorità - nel caso in cui un privato rilevasse lo stabilimento termale e avesse necessità di assumere del personale - ai lavoratori a tempo indeterminato "e poi agli stagionali". Proprio sull'avverbio "poi" si è accesa una grossa disputa in aula,conclusasi con la messa ai voti se includerlo o meno. Insomma, uno spettacolo molto deludente. Alla fine, visto che la questione stava andando per le lunghe, e poichè il bilancio andava approvato entro la mezzanotte, il sindaco - fino a quel momento assolutamente muto - è intervenuto ritirando l'atto d'indirizzo e proponendone l'approvazione in un successivo appuntamento.