«Una sfida vinta». Così il sindaco Antonio Pannullo commenta il buon esito della serata clou del Palio dei Fuochi, che ha visto approdare in villa comunale migliaia di persone per l'accensione dei cinque falò sulla spiaggia. «Il Palio dei falò sull’arenile ha incarnato al meglio lo spirito di festa e di condivisione che anima gli stabiesi nella notte dell’Immacolata - spiega il primo cittadino -. Un’area di festa che si è diffusa in tutta la città. Abbiamo voluto con forza che il Palio si tenesse sull’arenile ed alla fine i numeri ci hanno dato ragione. Oltre diecimila le persone si sono riversate lungo la villa per assistere all’evento, il tutto è avvenuto in un'atmosfera di serenità. Vorrei ringraziare gli organizzatori, le forze dell’ordine, i volontari e tutti gli stabiesi per questa indimenticabile notte dell’Immacolata». Ma il Palio dei Fuochi non è riuscito a catalizzare l'attenzione di gran parte dei residenti nei quartieri, dove, a dispetto dei tentativi di eludere i fucaracchi in strada e nelle piazze, la tradizione dei falò è proseguita secondo gli antichi canoni con vere e proprie cataste di legna che intorno all'una hanno iniziato ad ardere, mentre su palchi improvvisati sono andati in scena i concerti dei cantanti neomelodici. A Piazza Fontana Grande, intanto, è andata in scena la festa dell'Immacolata, organizzata da don Salvatore, parroco della chiesa di San Ciro, che è riuscito a coniugare la componente religiosa con quella pagana in un connubio ben riuscito. La tradizione vince ancora sui tentativi di reprimere la consuetudine preferita dagli stabiesi per l'Immacolata, che a Castellammare continua a procedere lungo una linea sottile che intercorre tra l'illegalità e il folklore.
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