E' quanto comunicato dai rappresentanti dell'amministrazione comunale del sindaco Nicola Cuomo durante il consiglio comunale, richiesto dall'opposizione, a palazzo Farnese.
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Restyling della Villa comunale di corso Garibaldi, risolto il contratto con l'Ati formata dalla Ma.mi (società di Milano) e due ditte campane. E' questo quanto sta comunicando in consiglio comunale, ancora in corso a palazzo Farnese, l'amministrazione comunale del sindaco Nicola Cuomo ai cittadini arrivati nell'aula consiliafre di palazzo Farnese per conoscere le sorti dei lavori avviato nello scorso mese di giugno ma mai decolatti. Ritardi, pochi operai al lavoro, nessun responsabile o direttore dei lavori presenti al cantiere, e mancatop rispetto del cronoprogramma. Questi, in sintesi, i motivi che hanno portato il Comune a rescindere il contratto con l'Ati (nel frattempo trasformatasi in Sopcietà Consortile Stabia arl). All'avvio della riunione dell'assise comunale, presenti anche il sindaco Nicola Cuomo e l'assessore all'Urbanistica Alessio D'Auria, c'è stat la contestazione dei cittadini presenti a palazzo Farnese. Nella determina dirigenziale firmata dall'ufficio Urbanistica, con la quale il contratto viene risolto, vengono sottolineati gli svariati tentativi di correggere e dare un input all'attività dell'Ati senza ottenere risultati. Dagli ultimi sopralluoghi i tecnici comunlai hanno rilevato i maggiori ritardi riguaro "il mancato completamento delle demolizioni e dei trapsorti a discarica, mancat realizzazione dell'impianto pluviale fognario, ritardato avanzamento degli impianti da completaree e delle opere a verde e ,mancata realizzazione della banchina in ampliamento". Da ricordare che l'assise comunale è stata richiesta dai membri dell'opposizione di centrodestra con tema unico, i lavori di riqualificazione della Villa comunale finanziati per 4 milioni da fondi euopei che andranno persi alla fine di quest'anno. Ora si aprono altri scenari: il Comune vaglierà la possibilità di contattare la seconda ditta che ha partecipato alla gara e valutare l'affidamnento dei lavori, oppure avviare un nuovo bando di gara con procedura d'urgenza. Intanto l'assessore all'Urbanistica D'Auria ha spiegato i motivi della risopluzione del contratto anche in aula ed ha garantito che "entro la fine dell'anno ci sarà una parte della villa comunale riqualificat, mentre per l'opera completa la prossima primavera". Ma in tutto ciò rimane l'incognita del finanziamento europeo: se l'opera non sarà collaudata entro la fine dell'anno i fondi andranno persi. "Quasi subito dopo l’inizio dei lavori, sono emersi i primi problemi, dovuti ad errori progettuali individuati dal direttore dei lavori e dal collaudatore, e commessi dai professionisti prescelti dall’appaltatore per la redazione del progetto esecutivo: in particolare la nota problematica relativa allo smaltimento a rifiuto dei residui delle lavorazioni non previsto nel progetto esecutivo nonché carenze e difetti di progettazione delle strutture di ampliamento sull’arenile - ha spiegato l'assessore D'Auria -Pertanto, i tecnici del comune (la dirigente, il Responsabile Unico del Procedimento e il Direttore dei Lavori) già all’inizio di giugno si sono attivati con solerzia intimando all’appaltatore di apportare le necessarie modifiche al progetto esecutivo in tempi rapidissimi, stabilendo che la progettazione della variante sarebbe stata a carico dell’ATI, senza costi aggiuntivi per l’ente, e ricompresa all’interno dell’importo originario del contratto. Il 19 giugno l’ATI ha accettato tali condizioni, consegnando gli elaborati richiesti e sottoscrivendo un integrazione del contratto (denominato “atto di sottomissione”) in cui si conferma l’importo complessivo dei lavori già concordato e la data ultima di consegna dei lavori per il 30/11/2015. Il 22/06/2015 sono ripresi i lavori. Purtroppo anche dopo la ripresa dei lavori, l’ATI aggiudicataria dell’appalto non ha affrontato la realizzazione delle opere con la professionalità che ci saremmo aspettati, accumulando progressivamente gravi ritardi sul cronoprogramma di esecuzione delle opere (addirittura interrompendo i lavori per due settimane senza preavviso né giustificazione alcuna), tali da compromettere irrimediabilmente la conclusione dei lavori entro il termine prestabilito e addirittura da mettere concretamente a rischio i finanziamenti comunitari. L’Amministrazione comunale, così come tutti i cittadini di Castellammare di Stabia, è parte lesa in questa vicenda e farà valere in ogni sede tutti i propri diritti".