Tutto fermo ad un passo dalla fine dei lavori. Il restyling della villa comunale assume contorni sempre più paradossali col passare dei giorni e stamattina il romanzo si è arricchito di un altro capitolo. Come preannunciato da Stabia Channel, allo scadere dei cinque giorni dalla richiesta protocollata al Comune, la ditta ha sospeso le attività all'interno del cantiere e gli operai hanno incrociato le braccia contestando il mancato pagamento degli stipendi che si protrae ormai da troppo tempo.
Il cantiere stamattina è mestamente fermo e intanto dal Comune tarda la rendicontazione alla Regione Campania relativa ad un SAL di aprile che l'ufficio tecnico non ha ancora provveduto ad approvare. Le spettanze arretrate nei confronti della Rf Appalti ammonterebbero a circa 980mila euro, una cifra enorme considerando che la ditta si trova in difficoltà anche nel pagare i fornitori oltre agli operai, che intanto alla scadenza dell'ultimatum hanno deciso di sospendere i lavori in attesa che sia fatta chiarezza sulla corresponsione degli stipendi.
La paventata risoluzione del contratto per adesso è stata congelata, in attesa che dal Comune arrivino segnali di apertura nei confronti della ditta ma, qualora l'impasse dovesse proseguire, lo scenario dell'abbandono definitivo del cantiere da parte della ditta diverrebbe inevitabile. Ma anche l'Ente comunale non nasconde il suo malcontento nei confronti dell'operato della ditta, già oggetto di sanzioni scattate a partire dallo scorso 15 maggio, termine ultimo previsto inizialmente dal cronoprogramma prima che ulteriori ritardi producessero l'ennesimo rinvio della riapertura del secondo tratto della villa comunale.
Il caos, però, regna sovrano all'interno del Comune e il valzer dei dirigenti non agevola certamente le operazioni, considerando inoltre che il direttore dei lavori, l'ing. Aniello Di Maio, si è goduto nel frattempo le sue ferie e anche il rup, l'ing. Francesco Castellano, è stato posto in ferie forzate per il prepensionamento. Non è escluso pertanto che si debba procedere alla nomina di un nuovo responsabile unico del progetto, ma è probabile che sia proprio Castellano a provvedere agli ultimi adempimenti eludendo l'ennesimo disagio.
I dissapori tra il Comune e la ditta con ogni probabilità proseguiranno in un'aula di tribunale, ma intanto emerge un'ulteriore problematica correlata ad una miglioria apportata al progetto iniziale. La ditta ha proposto un pavimento in pietra lavica in luogo del composto cementizio previsto nel progetto, valutando l'opportunità di ripulire la vecchia pavimentazione e rigenerarla, un'operazione più efficace ma anche più onerosa rispetto alla posa del composto cementizio.
La proposta si concretizzò in un accordo verbale in base al quale la ditta avrebbe adottato la nuova metodologia ma senza variazioni di prezzo. Un presunto errore del ragioniere, tuttavia, determinò un aumento dei costi e, prima che si procedesse ad apportare le necessarie modifiche, la pavimentazione fu bollata come non autorizzata.
Una querelle tuttora irrisolta, che va ad aggiungersi alla vicenda relativa all'area delle giostrine, per la quale non c'è l'autorizzazione ad effettuare i lavori, circostanza che, se non risolta in tempi brevi, rischia di produrre un colpo d'occhio tutt'altro che gradevole per il netto distacco visivo nella giunzione tra il cls disattivo e il vecchio tufo. La situazione, dunque, è ormai ai limiti del grottesco e l'odissea appare ben lungi dall'essere conclusa.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.