Un mese di ritardo è tollerabile ma nessun ulteriore rinvio sarà ammesso. L'amministrazione comunale ha deciso di congelare le sanzioni nei confronti della ditta per il ritardo accumulato rispetto al cronoprogramma nei lavori sul secondo tratto della villa comunale, il cui termine, fissato allo scorso 15 maggio, slitterà quasi certamente al prossimo 15 giugno. Nessun provvedimento è in programma per adesso da parte del Comune, che soltanto a conclusione dei lavori discuterà di eventuali penali da applicare nei confronti della Rf Appalti, adottando in ogni caso una linea di tolleranza qualora l'opera dovesse essere completata entro la metà del prossimo mese. Il ritardo, infatti, andrebbe conteggiato sottraendo le giornate di maltempo e gli ulteriori intoppi che hanno frenato il cantiere, in primis l'intervento della Gori su una tubatura nei pressi della Cassa Armonica e la tardiva rendicontazione dei lavori alla Regione che ha indotto gli operai a scioperare a causa del mancato pagamento degli stipendi. Le circostanze, in pratica, renderebbero giustificabile uno slittamento di 30 giorni sul termine del cronoprogramma, motivo per cui le sanzioni saranno ridotte all'osso o persino nulle in caso di consegna dell'opera completa a metà giugno. Il discorso cambierebbe, tuttavia, se dovessero subentrare ulteriori ritardi sulla tabella di marcia. In tal caso, le sanzioni sarebbero inevitabili, ma ogni discorso è rimandato a giugno, quando tutto sarà più chiaro e si comprenderà se i lavori saranno ultimati nei tempi annunciati di recente dal sindaco e dalla ditta. Nelle scorse settimane, il gruppo consiliare del PD aveva contestato apertamente l'operato della Rf Appalti, auspicando sanzioni alla ditta da parte dell'amministrazione comunale, ma nei giorni successivi il ritardo dell'ufficio tecnico dell'Ente nella rendicontazione alla Regione aveva impedito il saldo dell'ultimo SAL, lasciando i lavoratori senza stipendio. Il braccio di ferro tra Comune e ditta si è poi spostato sulla questione relativa alla rimozione delle giostrine, per la quale si discute ancora circa l'effettiva responsabilità del disagio. L'ascia di guerra ora sembra sotterrata, ma la conclusione dei lavori entro il 15 giugno è fondamentale per evitare che la quiete attuale diventi il preludio di un'altra tempesta ancora più violenta.
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