Il mistero dei bagni pubblici tiene banco all'interno di quel che resta del cantiere per i lavori di restyling della villa comunale. L'amministrazione comunale sostiene che la ditta non abbia provveduto ad inviare i certificati relativi ai materiali adoperati per i lavori relativi alle strutture presenti nell'ultimo tratto, quello per intenderci ancora inibito al pubblico e recintato. Tempi lunghissimi, quasi biblici, per potrare a compimento quella che appena quattro mesi fa sembrava una formalità, almeno secondo la versione del sindaco Antonio Pannullo, convinto di riuscire a consegnare anche i bagni pubblici e il landmark agli stabiesi entro fine agosto. Eppure nel frattempo qualcosa è andato storto e la minaccia del Comune di rescindere il contratto con la ditta per il raggiungimento della soglia limite per le sanzioni, pari al 10% dell'importo complessivo da impiegare per l'opera, si è tramutata in un boomerang, dato che la Rf Appalti ora minaccia un contenzioso da due milioni di euro e il temporeggiamento dell'ente impedisce ora di portare avanti il discorso dello scioglimento del contratto, dato che i lavori sono praticamente ultimati. Ma intanto, rispetto ad un mese fa, si registra piuttosto una serie di passi indietro, a partire dalla perdita d'acqua nel tratto antistante via Mazzini, dove la pavimentazione non è stata ancora risistemata e si attende che il danno venga riparato. E se la ditta non invia i certificati per i materiali non si può procedere al collaudo, ragion per cui il rischio di arrivare al nuovo anno con un tratto ancora inaccessibile al pubblico è sempre più elevato. La guerra in atto tra la ditta e il Comune, dunque, priverà con ogni probabilità gli stabiesi della possibilità di usufruire dei bagni pubblici durante le festività natalizie e gli squilli di tromba per la riapertura del primo tratto di villa comunale hanno lasciato ormai il posto al silenzio e alla desolazione per il completamento dei lavori, la cui odissea sembra non finire mai.
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