Si conclude la diatriba tra il Comune di Castellammare e la ditta Ma.Mi.srl, che si era aggiudicata l'appalto per i lavori di restyling della villa comunale ma si era vista rescindere il contratto a settembre per “gravi inadempienze”. Il Tribunale di Torre Annunziata, infatti, si è espresso in favore dell'Ente stabiese, che un anno fa aveva diffidato l'azienda per intimarle di accelerare i lavori e tre mesi dopo aveva deciso di rimpiazzarla con la Rf Appalti. La Ma.Mi.srl aveva deciso pertanto di fare causa al Comune, ritenendo di essere in presenza di errori progettuali da parte dell'ufficio tecnico, tesi smentita dal giudice, il quale ha riscontrato l'esatto opposto: le falle, infatti, in base al responso del tribunale, sono contenute nel progetto esecutivo della ditta, motivo per cui il Comune ha avuto ragione nel rescindere il contratto e affidare l'appalto alla seconda azienda in graduatoria. Non è escluso il ricorso in appello da parte della società esclusa dall'appalto, ma questa sentenza di primo grado esclude a priori un ulteriore rinvio nella ripresa dei lavori. «Chiunque vinca le elezioni, potrà far riprendere i lavori in villa solo perché noi abbiamo trovato i fondi dei retrospettivi e noi abbiamo risolto il contratto con la prima ditta» rivendica l'ex assessore all'Urbanistica Alessio D'Auria, che ha seguito l'intero iter burocratico relativo alla villa comunale. D'Auria ha poi commentato il risultato delle amministrative, fornendo un'indicazione precisa sul riscontro della prima tornata elettorale. «Gli elettori hanno premiato coloro i quali decisero di mettere fine all'esperienza dell'amministrazione Cuomo - ha affermato -. Bisogna prenderne atto».