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Castellammare - Villa comunale, direttore dei lavori sotto accusa. «SAL non emesso e area giostrine, situazioni deprecabili»

L'emissione dei SAL tarda per la presenza di 'ignoti' elementi ostativi. Il dl, inoltre, ha rilevato che il limite di intervento è quello relativo allo spigolo esterno, lato Porto, del Circolo Internazionale, in contrasto col progetto approvato che prevede l'estensione fino alla sede del Circolo Nautico.

tempo di lettura: 4 min
22/06/2017 19:52:19
Castellammare - Villa comunale, direttore dei lavori sotto accusa. «SAL non emesso e area giostrine, situazioni deprecabili»

Lo stop ai lavori imposto dagli operai per il restyling della villa comunale ha frenato nuovamente la riconsegna agli stabiesi del versante che affaccia su via Mazzini, compreso tra la Cassa Armonica e la Banchina di Zi' Catiello, e intanto la diatriba tra la ditta e il Comune si fa sempre più accesa. L'operato della Rf Appalti non convince in ragione dell'esecuzione di alcune opere ritenute non conformi al progetto o inadeguate, ma il dito è puntato principalmente contro il direttore dei lavori, l'ing. Aniello Di Maio, dal quale sarebbero scaturite alcune situazioni definite “piuttosto deprecabili” dall'amministrazione.

Ma andiamo per ordine. La ditta reclama la mancata emissione dei SAL come da Contratto di Appalto, finora bloccati per l'eventuale presenza di elementi ostativi “ignoti”, come si legge in una lunga missiva, persino all'assessore all'Urbanistica Pino Rubino, da cui è partita una richiesta di sollecito al direttore dei lavori affinché venga emesso il SAL anche “al fine di evitare ulteriori motivi di contenzioso e soprattutto cause che ricadrebbero sull'amministrazione comunale”.

D'altra parte, in riferimento ad una nota dello scorso 30 maggio trasmessa dal settore Urbanistica a firma del dirigente Francesco Saverio Cannavale e del rup, l'ing. Francesco Castellano, l'assessore chiede di essere “avvertito nel merito delle prescrizioni giustamente inoltrate alla ditta appaltatrice, al fine di verificare il prosieguo delle opere o l'eventuale rimozione della stessa ditta”.

La Rf Appalti, infatti, avrebbe eseguito alcune opere difformi rispetto al progetto iniziale senza alcuna autorizzazione, con riferimento alla mancata realizzazione del massetto nei pressi della Cassa Armonica e alla posa della pavimentazione in pietra lavica in luogo della pietra ricomposta prevista dal progetto, per la quale si attende l'eventuale decertificazione dell'opera eseguita con ricaduta su chi ha operato in difformità, motivo per cui l'assessore Rubino ha esortato il dl e il rup a esporre tale problematica alla ditta.

Fu proprio la Rf Appalti a proporre un pavimento in pietra lavica come miglioria in luogo del composto cementizio, valutando l'opportunità di ripulire la vecchia pavimentazione e rigenerarla, un'operazione più efficace ma anche più onerosa rispetto alla posa del composto cementizio. La proposta si sarebbe concretizzata in un accordo verbale in base al quale la ditta avrebbe adottato la nuova metodologia ma senza variazioni di prezzo. Un presunto errore del ragioniere, tuttavia, avrebbe determinato un aumento dei costi nelle certificazioni e, prima che si procedesse ad apportare le necessarie modifiche, la pavimentazione sarebbe stata bollata come non autorizzata.

Una vicenda, quest'ultima, che andrà chiarita tra il dl e la ditta, dato che la controversia contiene diversi elementi di incongruenza, così come l'annosa questione dell'area delle giostrine, esclusa attualmente dal perimetro del cantiere. Nel verbale di cantiere del 23 maggio, infatti, il direttore dei lavori rileva che “il limite di intervento previsto sul progetto definitivo è quello relativo allo spigolo esterno, lato Porto, del Circolo Internazionale, con allineamento verso la strada avente angolatura di circa 10 gradi. Ne consegue che il progetto esecutivo rappresenta erroneamente detto limite di cantiere”.

Tale affermazione, tuttavia, stride e contrasta con quanto approvato nei progetti esecutivi sia alla prima ditta appaltatrice (Ma. Mi. Srl) sia alla stessa ditta Rf Appalti, quest'ultima per ben due volte, vista l'approvazione dell'aprile 2016 e la successiova con la contestazione dell'errore progettuale con determinazione dirigenziale n° 17 del 27 febbraio scorso. L'area di intervento prevista sia nei grafici sia nel computo metrico è quella che arriva al confine con la sede del Circolo Nautico.

Eppure da anni si è in possesso dei progetti, opportunamente validati, e da tempo si stanno sollecitando il completamento dei lavori e la rimozione delle giostrine sulla porzione di villa comunale interessata da tali considerazioni, motivo per cui l'amministrazione comunale ha esortato il direttore dei lavori e il rup a far rispettare le prescrizioni progettuali e i relativi adempimenti alla ditta appaltatrice, dato che ritiene prioritario “il completamento in toto della villa comunale secondo il progetto esecutivo approvato nel pieno rispetto della normativa e delle procedure vigenti”.

L'ultimo inconveniente riguarda la posizione del rup, che a partire dal 14 giugno sta consumando le ferie fino alla data di pensionamento dell'1 ottobre 2017. L'assessore Rubino ha chiesto pertanto alle figure preposte di sapere se esistono procedure amministrative che possano consentire all'ing. Castellano di restare in servizio e completare almeno la fase finale dei lavori in villa comunale, in quanto con l'attuale e gravissima situazione di sottodimensionamento del'organico e con la delicatissima fase amministrativa attuale (assenza del dirigente, pensionamento di altri funzionari, completamento della fase di rendicontazione delle procedure del PIU Europa) si prospetterebbero ulteriori ritardi per la rendicontazione economico-finanziaria e nella ricezione del saldo dei fondi retrospettivi, con conseguenti problemi nel pagamento di quanto dovuto alle ditte appaltatrici e rieprcussioni negative sull'Ente comunale.

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