E' il monito lanciato a StabiaChannel.it dal consigliere comunale Giuseppe Giovedi.
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Giuseppe Giovedi
"La politica la deve smettere di ricordarsi del cantiere di Castellammare solo quando gli fa comodo, e cioè quando sono alle porte le elezioni". E' un fiume in piena il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà, Giuseppe Giovedi, operaio della Fincantieri, che rilascia a StabiaChannel.it un'interessante intervista. La sua reazione è ai commenti delle ultime ore all'accordo tra l'azienda di Trieste e la Carnival Corporation per la costruzione di cinque nuove navi da realizzarsi nei cantieri di Monfalcone e di Marghera, lasciando apparentemente fuori dai giochi quello di Castellammare.
"Il cantiere di Castellammare - ricorda Giovedi - ha storicamente avuto delle crisi. Me lo hanno testimoniato mio nonno prima e mio padre poi, che hanno lavorato nel cantiere prime di me. Quindi, l'attuale momento di crisi è fisiologico. A questo bisogna aggiungere che negli anni il cantiere di Castellammare è stato privo di investimenti, riducendone nel tempo la competitività. Una volta avevamo 3 scali, oggi solo uno. Di tutto ciò, chiunque è stato al governo, non hai mai fatto nulla, facendo in modo che sempre maggiori commesse si spostassero al nord". Detto questo, però, il consigliere comunale di Sinistra Ecologia e Libertà punta il dito contro la politica.
"Ci sono persone che hanno 40 anni di età ma un'anzianità politica di 50 - dice Giovedi - senza per questo avere una buona memoria. Se non fosse stato per la tenacia di noi lavoratori, che occupammo il comune e facemmo grandi manifestazioni, il cantiere sarebbe chiuso. Oggi, invece, 1200 operai lavorano ancora, anche grazie a queste commesse che portano comunque lavoro a Castellammare, come la costruzione dei tronconi e di altri accessori". Ma, come detto, Giovedi è una furia, e prosegue a ruota libera. "Per difendere il nostro lavoro - ricorda - ci siamo presi anche delle denunce, la politica cosa ha fatto? Che fine ha fatto il protocollo d'intesa? Solo Vozza riuscì a strappare qualcosa con l'accordo che fece con Bassolino. In regione ci sono elementi che possono fare qualcosa per il cantiere di Castellammare, ma se non andiamo noi a sollecitarli, a protestare, nessuno si muove. Dopo tutto questo, oggi c'è ancora chi cerca di fare la campagna elettorale sul cantiere. Se vogliono candidarsi alla regione lo facciano, ma non tocchino la Fincantieri".
"Se la politica voleva fare qualcosa per il lavoro - attacca ancora il consigliere di SEL - doveva smantellare il sistema Marchionne, senza ricordare poi i danni che hanno fatto sul tema pensioni".
Ma il punto importante su cui Giovedi tiene a puntare il dito è l'accordo regionale per le aree di crisi in Campania. "Si decise di stanziare 40milioni di euro per l'area di crisi torrese-stabiese. Nell'occasione la Fincantieri presentò un importante progetto per accedere a tali fondi, rimodernando il cantiere. Ebbene, la politica cambiò le carte in tavola, decidendo di estendere questi contributi anche al comparto alimentare e all'area nocerino-sarnese. Il progetto Fincantieri è arrivato sesto e non ha avuto fondi. Allora dico: la regione e la politica decida se la cantieristica è per loro un comparto indispensabile oppure no. E la smetta di usarla per fare campagna elettorale" ha concluso Giovedi.