Via tutte le applique luminose nei cimiteri, comprese quelle a batteria. È quanto spiegato nel comunicato odierno della Lumir Srl a seguito di esperimento di gara a procedura aperta tramite il Mepa, ma c’è chi ha espresso le sue perplessità riguardo a questa decisione. Ad interrogarsi sulla legittimità di tale scelta, è il consigliere Andrea Di Martino (Italia Viva), il quale , come affermato affermato pochi minuti fa sui social, ha inviato un’interrogazione al sindaco e all'assessore dei Lavori Pubblici.
«In questi giorni nei locali del nuovo e vecchio cimitero –spiega-, circola la comunicazione che si allega alla presente, in cui un non meglio specificato rup e la ditta Lumir srl, annunciano che saranno prelevate tutte le fonti illuminanti autoalimentate presenti sulle tombe e nei loculi cimiteriali e che qualsiasi fonte illuminante deve essere fornita dalla stessa.»
Poi aggiunge: «Si interroga per sapere: se tale pratica è corrispondente alle norme contrattuali dell'affidamento che dovrebbe essere di sola fornitura elettrica. E qualora fosse secondo le norme contrattuali Se le stesse non sono in violazione delle norme sulla libera concorrenza del mercato.»
Conclude dicendo: «E infine per sapere se la pratica di rimozione dei corpi illuminanti non si concepisca come appropriazione indebita di cosa altrui, e pertanto sanzionabile come grave violazione contrattuale oltre che penalmente. E se gli eventuali danni causati da tale maldestro comportamento non possano ricadere sulle casse del comune.»
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