Una variazione di bilancio urgente per finanziare gli eventi natalizi e l'installazione delle luminarie in città. Poco più di 100mila euro è la cifra che il Comune di Castellammare di Stabia investirà per l'organizzazione di alcuni eventi collegati al Natale e per le luci che dovrebbero abbellire la città a cavallo tra l'Immacolata e San Catello. Ma Gaetano Cimmino e Vincenzo Ungaro, consiglieri di Prima Stabia, temono che l'investimento sia inadeguato e che assuma le fattezze di una cambiale elettorale per accontentare i consiglieri della maggioranza. «Dopo il patto dei paletti e dei dissuasori e quello dei dehors, ecco che arriva il patto delle luminarie - sottolineano Cimmino e Ungaro -. I provvedimenti che dovrebbero essere ordinari magicamente diventano urgenti e passano sotto traccia. L'amministrazione si è ridotta all'ultimo minuto, sottraendo fondi ad altri capitoli anziché programmare per tempo un investimento già previsto, dato che le festività natalizie arrivano ogni anno. E tra l'altro sarebbe stato più logico coordinarsi con l'Ascom per le luminarie». I due consiglieri chiedono che le periferie non siano penalizzate. «Con appena 66mila euro saranno garantite le luci anche nei vari quartieri? O magari si provvederà ad addobbare con le luminarie la recinzione che delimita il cantiere in villa comunale, magari apponendo un albero di Natale sopra i bagni pubblici ancora inaccessibili al pubblico? Gli eventi natalizi convoglieranno in villa tanti cittadini stabiesi e provenienti dai Comuni limitrofi che non potranno usufruire dei bagni, sebbene il sindaco avesse garantito quattro mesi fa, ad agosto, che sarebbero bastati dieci giorni per riaprire l'ultimo tratto ancora chiuso all'interno della recinzione, ennesima promessa non mantenuta di un'amministrazione che non ha una visione organica della città». Cimmino e Ungaro, infine, contestano la discrezionalità alla base dei provvedimenti dell'amministrazione. «Siamo lieti che le nostre indicazioni espresse in commissione urbanistica siano state recepite per il nuovo regolamento sui dehors - proseguono i due consiglieri di centrodestra -, ma riteniamo che questo regolamento debba essere emendato perché è soggetto alla discrezionalità. Anziché agevolare i commercianti, si rischia di penalizzarli in vista del Natale, dato che occorre il parere della Soprintendenza per i modelli unificati da installare per periodi superiori a 120 giorni. Chi ha già usufruito dei gazebo per quattro mesi durante l'anno, dovrà dunque aspettare gennaio 2018? O assisteremo di nuovo a gazebo montati in fretta e furia senza tener conto del modello standard? Per non parlare dell'Immacolata, in occasione della quale il sindaco un anno fa diede il via libera ai falò nei quartieri e stavolta ha deciso di organizzare l'evento soltanto sull'arenile, segnale di un'amministrazione che continua a procedere a tentoni e a navigare a vista».
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