«Se non c'è sinergia tra classe imprenditoriale e politica, è difficile ipotizzare un percorso di crescita per la nostra città». E’ l’opinione del sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, a margine della conferenza dei capigruppo di questa mattina a Palazzo Farnese in cui è stata illustrata la variante al progetto delle opere a terra di Marina di Stabia.
Una riunione aperta al pubblico a cui però non hanno partecipato gli esponenti della minoranza. Il motivo? L’inizio dei lavori era previsto alle ore 10.30 ma si è iniziato il confronto solo dopo qualche ora. «Chi ben comincia è a metà dell’opera, ma anche no – hanno detto Laura Cuomo, Andrea Di Martino, Francesco Iovino, Francesco Nappi, Giovanni Nastelli e Tonino Scala - Questa mattina, alle 10:30 in punto, l’opposizione tutta era presente per visionare e capire quale fosse la proposta di Marina di Stabia. Tra una riunione della maggioranza è un incontro tra tecnici e sindaco, nella totale mancanza di rispetto verso chi era lì per salvaguardare i cittadini, alle 11:30 nessun tecnico si è presentato. “Non c’è una seconda occasione per fare una prima bella impressione”, si dice, ebbene la prima impressione non è stata delle migliori» hanno concluso amaramente.
A prendere la parola, quindi, sono stati gli archetti che hanno progetto la variante. Circa due ore per illustrare le linee guida del progetto e come si è arrivati alle soluzioni individuate. La Mura, l’azionista di riferimento della holding di Marina di Stabia, ha ricordato la storia del porto turistico stabiese. Un progetto iniziato nel 1998. Poi la conclusione della conferenza dei servizi nel 2003, quindi i lavori terminati nel 2010. Infine il collaudo definitivo nel 2016. «Da parte nostra – ha garantito La Mura - non c'è alcuna volontà di fare cattedrali nel deserto».
«E’ importante dare risposte ad una classe imprenditoriale che ha visto in quell'area una possibilità di sviluppo – ha quindi proseguito il sindaco Cimmino - Per troppi anni è mancata la capacità di riconvertire le aree in disuso, a seguito della crisi industriale che ha generato una desertificazione. La storia di Marina di Stabia inizia nel 1998 ed ora ascoltiamo con attenzione la proposta pervenuta, che potrebbe essere l'inizio di un lungo percorso».
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