"L'attivazione comporta una serie di servizi, quali la pulizia delle vasche, il riassetto dei luoghi, la pulizia dei bagni, l'assistenza ai cittadini. Potrebbero lavorare a turno 60-70 persone".
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La riapertura delle antiche terme limitatamente all'uso civico della mescita esterna delle acque rappresenta indubbiamente una grande conquista per i cittadini, ma potrebbe diventare anche un'ottima occasione per avviare un processo di riassunzione degli ex dipendenti termali, come sottolinea Salvatore Suarato (Fisascat Cisl): "Il ritorno all'uso civico delle fonti termali rappresenta una notizia importante per la città, ma potrebbe diventare altrettanto rilevante per i lavoratori termali se il sindaco lo volesse. La riapertura delle fonti all'uso civico comporta l'attivazione di una serie di servizi che potrebbero essere svolti da personale ex Terme, quali la pulizia delle vasche, il riassetto dei luoghi, la pulizia dei bagni, l'assistenza ai cittadini. Insomma, ci sarebbe l'opportunità di impiegare 5 o 6 lavoratori al mese e, dato che l'uso civico si effettua tutto l'anno, nell'arco di 12 mesi potrebbero lavorare a turno 60-70 persone. Sarebbe un'autentica boccata d'ossigeno per chi ha perso il lavoro e si trova senza reddito. Come selezionare i lavoratori? Beh, le modalità potrebbero essere svariate e il sorteggio rappresenterebbe una valida soluzione. Basta mettere in campo la volontà di aiutare anche questa fascia di lavoratori, magari utilizzando vocher speciali. I modi ci sono e negli ultimi giorni si è visto anche in altri contesti".