Una città sempre più “movimentata”. Con la classe dirigente ormai messa all’angolo dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, è soltanto il Movimento 5 Stelle a scandire i passi della politica a Castellammare di Stabia. La visita del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio nello stabilimento Fincantieri è stata l’occasione per la prima sfilata elettorale post scioglimento. Al capezzale del Ministro e dei nuovi dirigenti aziendali erano presenti anche i vertici della Regione Campania, a partire dall’assessore Marchiello, finora poco presente sui temi sensibili della città, da Terme a Meridbulloni. Ha incuriosito anche la presenza di Piero De Luca, deputato del Pd e figlio del governatore, a testimoniare il sodalizio sbocciato tra il presidente della giunta regionale e Di Maio, sempre più lontano dal nuovo corso del Movimento 5 Stelle targato Giuseppe Conte. E proprio l’ex premier ha sparigliato le carte nella forza politica grillina, divisa in due correnti contrapposte: quella “purista” di Di Maio e quella “progressista” di Conte. A seguire la linea dell’ex primo ministro è anche la deputata stabiese Teresa Manzo, che dispensa parole al miele nei confronti del presidente del Movimento, seguita a ruota dal suo fedelissimo, l’ex capogruppo consiliare Francesco Nappi. Nessuna foto con Di Maio neppure per Carmen Di Lauro, che prova a tenersi equidistante. Ma intanto sono proprio i grillini a voler dettare la linea in vista delle prossime elezioni amministrative stabiesi, che nel 2024 dovranno esprimere il nuovo corso della politica a Castellammare. La loro condizione di “immacolati”, non avendo mai espresso un sindaco in città, li pone nella condizione di sentirsi i depositari della scelta del candidato alla poltrona più ambita di Palazzo Farnese, a capo di una mega coalizione con il Pd. Lo strappo con Di Maio, tuttavia, potrebbe cambiare le carte in tavola. Il Pd, d’altra parte, appare tutt’altro che convinto di lasciare l’ultima parola al Movimento 5 Stelle e confida nell’ascesa del Ministro e nel suo legame stretto con i dem per isolare i seguaci di Conte, che intanto hanno incassato una prima batosta alle recenti elezioni amministrative. La guerra di nervi è già in atto, dunque, in attesa della resa dei conti che prenderà il via subito dopo le elezioni politiche 2023, quando saranno chiari anche i nuovi equilibri per progettare il futuro di Stabia.