Un mega progetto per salvare la Sint acquisendo due beni del patrimonio immobiliare delle Terme per dare ossigeno alla partecipata comunale e realizzare una Cittadella dello Sport. Il Comune sta valutando l'opportunità di investire un'ingente somma per consentire alla Sint di restare in vita anche dopo il 30 settembre 2018, termine ultimo per rispettare i parametri della Riforma Madia, la cui tagliola per adesso è stata temporaneamente scongiurata attraverso la rinegoziazione del debito con Mps. La Sint rientrerà infatti nei criteri previsti dalla Riforma Madia per la razionalizzazione delle partecipate pubbliche, che andrà approvata entro il prossimo 30 settembre e avrà poi un anno di tempo per essere attuata, pena la dismissione o la chiusura che scatterà per tutte le partecipate fuori regola. Ma come farà la Sint a salvarsi fra un anno? La soluzione è nelle mai dell'Ente comunale, che punta ad investire 860mila euro per acquisire i campi da tennis e l'area sportiva di Viale delle Puglie, due cespiti messi a bando e poi ritirati una settimana dopo dall'asta a causa di un vizio di forma riscontrato nella procedura pubblica. L'investimento avverrà con un discreto sconto rispetto al valore effettivo dei due cespiti, dato che entrambi godono di una valutazione effettiva superiore al milione di euro in base alle perizie tecniche associate all'asta dello scorso mese di luglio. Ma sull'area sportiva persiste una struttura comunale, il Pallone Geodetico, per la quale l'Ente ha tuttora un mutuo in corso da circa 700 mila euro, da scomputare rispetto al valore del bene. Il ribasso, dunque, andrebbe ad aggirarsi intorno ai 500mila euro e il Comune punta a non investire di tasca propria sul nuovo centro sportivo, rivolgendosi al Ministero dello Sport per attingere ai fondi in virtù del legame stretto con Luca Lotti. Non sarebbe solo il credito sportivo, però, a finanziare l'opera, dato che è prevista anche la realizzazione di un parcheggio con scale mobili di collegamento tra le due aree e Piazza Unità d'Italia, dove si trova la fermata della Circumvesuviana. Per queste ultime opere si farà ricorso ai privati interessati ad investire su un progetto ambizioso che punta a valorizzare lo sport nella Città delle Acque. Un dubbio, in ogni caso, è lecito. Perché salvare la Sint e non attenderne la messa in liquidazione per poi prendersi in carico i beni e supportare l'investimento per altre vie? L'intero progetto, dunque, potrebbe configurarsi come un trucco per tenere in piedi la partecipata, che proverà anche a partecipare al bando regionale per l’acquisizione della concessione delle fonti dell’acqua della Madonna a Acidula, sulla scorta del progetto da 10 milioni presentato nel 2014 per l'imbottigliamento dell’acqua all’interno della struttura che attualmente ospita l'ex camera iperbarica. La tavola, così, è già imbandita ma le pietanze potrebbe non essere così golose per gli investitori, ragion per cui continua ad aleggiare lo spettro della messa in liquidazione sulla partecipata comunale che detiene il patrimonio immobiliare delle Terme di Stabia.
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