L'esclusione di Barbara Di Maio, Emilia Cesarano e Catia Di Nardo dalla lista Stabia Popolare non è passata inosservata ed ora i vertici della “lista dei medici” hanno deciso di passare al contrattacco. È stato infatti presentato il ricorso al Tar per contestare la valutazione della commissione elettorale, che lunedì scorso aveva depennato i nomi delle ultime tre donne presenti nella lista in base all’art. 2.1 della legge n. 215/2012, secondo il quale “per i Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti è previsto che nelle liste dei candidati venga assicurata la rappresentanza di entrambi i sessi e nessuno di essi può essere rappresentato in misura superiore a 2/3, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato da comprendere nella lista contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi”. Nella lista Stabia Popolare figurano, infatti, 7 uomini e 17 donne, pertanto le “quote rosa” oltrepassano il rapporto limite dei 2/3 rispetto al numero degli uomini. In seguito alla notifica della commissione, Stabia Popolare aveva inviato al Comune alcune note in cui chiedeva di correggere l'errore effettuato in virtù di una precedente sentenza del Tar relativa ad un caso analogo, la cui interpretazione sosterrebbe la causa della “lista dei medici”, ma il tentativo di mediazione non è servito a nulla e il ricorso al Tar è divenuto pressoché inevitabile. Secondo i vertici della lista, nella notifica della commissione risultano diversi errori, dettati da una tendenza a tutelare gli aspetti burocratici, per quanto imperfetti e condannati in alcuni casi da sentenze dello stesso Tar. Da oggi è scattata dunque la sospensiva nei confronti della notifica emanata dalla commissione e le candidate risultano ufficialmente riammesse, ma la legge prevede che la sentenza definitiva debba essere emessa entro tre giorni, dopodiché le tre donne saranno escluse o ammesse senza appello. Una cosa però è certa: il rischio di uno slittamento delle amministrative, per quanto improbabile, allo stato attuale non è neppure ipotizzabile e le elezioni si svolgeranno regolarmente il prossimo 5 giugno.