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Castellammare - Tragedia dimenticata del treno di Balvano, «presto un'iniziativa per ricordare gli stabiesi morti»

Sica(FdI): «A questi morti non fu data degna sepoltura ma , dietro ordine degli Alleati, furono scaricati in una fossa comune».

tempo di lettura: 2 min
03/03/2019 13:34:28
Castellammare - Tragedia dimenticata del treno di Balvano, «presto un'iniziativa per ricordare gli stabiesi morti»

Nella galleria delle Armi, situata tra le stazioni di Balvano e di Bella-Muro Lucano, morirono asfissiate dai gas venefici prodotti dal treno più di 600 poveri disperati viaggiatori clandestini (anche se "stranamente" molti di loro avevano idoneo titolo di viaggio), provenienti soprattutto dai grossi centri del napoletano, che avevano preso il treno merci 8017, di responsabilità Alleata, solo per fame, per tentare di raggiungere terre dove poter raccimolare cibo per se stessi e per le proprie famiglie.

Le cause della tragedia furono molteplici: mancando un efficiente drenaggio dei fumi, all’apertura della bocca di lupo del forno i gas ritornavano in cabina, intossicando il personale e rendendo difficile la regolazione del forno, una situazione che poteva causare improvvisi cali di pressione alla caldaia. . A questi si affiancava la mancata vigilanza delle autorità competenti che avevano permesso il sovraccarico del treno e la presenza a bordo di viaggiatori clandestini.

Inoltre, per una serie di cause contingenti, il treno era stato composto con due locomotive in testa, invece che con una in testa e una in coda come nelle composizioni tipiche. Anche solo aver posto le locomotive separate, avrebbe potuto contribuire ad evitare la tragedia.

Soprattutto però la responsabilità della tragedia venne imputata alla scarsa qualità del carbone fornito dal Comando Militare Alleato. Questo carbone, di qualità nettamente inferiore a quello tedesco usato in precedenza, conteneva molto zolfo e ceneri, che rendevano poco affidabile il tiraggio dei fumi ostruendo le tubature della caldaia.

«A questi morti - ricorda il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Ernesto Sica - non fu data degna sepoltura ma , dietro ordine degli Alleati, furono scaricati in una fossa comune. Questa tragedia non ha avuto ufficialmente responsabili ed è rimasta totalmente impunita, le forze Alleate hanno fatto in modo da insabbiare e liquidare tutto come una tragica fatalità, nonostante approfondite indagini che però hanno "partorito un topolino" .  L'unica giustizia che queste vittime possono avere è quella della memoria. E' d'obbligo ricordare queste vittime E SOPRATTUTTO le 27 VITTIME DI CASTELLAMMARE DI STABIA, persone semplici vittime della fame. Nei prossimi mesi mi adopererò con iniziative affinchè la memoria di questi nostri concittadini non vada persa» ha concluso Sica.

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