Un colpo di spugna arrivato troppo in fretta. Il Piano urbano di mobilità è rimasto nei cassetti e intanto tutte le disposizioni di traffico adottate negli ultimi anni e propedeutiche al Pum sono state riviste, per tornare allo status quo prima del 2020. Uno scenario che complica l’attuazione di un Piano per il quale, dopo il primo stop a seguito del rimpasto di giunta con l’amministrazione uscente - che tra l’altro aveva promosso e portato avanti il Pum con l’assessore Giampaolo Scafarto per poi rallentare nei mesi successivi - ha ricevuto l’alt ad opera dei commissari straordinari, che hanno sospeso la delibera di giunta del 2020 per l’adozione del Piano, in attesa di rivedere alcuni aspetti del progetto di mobilità sul territorio. “Ci sono troppe case e pochi parcheggi”, avevano affermato i commissari in relazione al preliminare di Piano urbanistico comunale. Un punto di vista che, di fatto, si riflette anche sul Pum, dato che proprio sulle aree di sosta si concentra uno dei temi fondamentali per poter dare piena attuazione alle isole pedonali e al Piano urbano di mobilità. I passi indietro compiuti anche rispetto ai sensi di marcia lasciano pensare, al momento, che occorrerà molto tempo prima di attuare il progetto. Fine della corsa, dunque, anche per l’ampliamento del parcheggio di Metropark, con il quale sarebbero state create centinaia di ulteriori posti auto. Ed anche i problemi connessi al traffico e allo smog, con un centro cittadino intasato dalle auto e dalle moto, rischiano di riflettersi ancora sui cittadini anche in futuro, mentre è in atto l’ordinanza dei commissari per porre un freno all’inquinamento dettato dalla presenza di polveri sottili oltre soglia nell’aria.
Panda fermata ad un posto di blocco. Uomo e donna in manette.