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Castellammare - Tour della legalità in villa comunale, don Salvatore: «Qui tutti pagano il pizzo»

Il parroco è preoccupato per la scarcerazione dei boss: «Dovrebbero essere esiliati dalla città». L’assessore regionale Morcone: «Sradichiamo la cattiva abitudine di pensare che altri risolvano i problemi per noi».

tempo di lettura: 2 min
di red
28/04/2022 20:11:56
Castellammare - Tour della legalità in villa comunale, don Salvatore: «Qui tutti pagano il pizzo»

“Qui tutti pagano il pizzo, lo dicono le inchieste”. Ad affermarlo è don Salvatore Abagnale, intervenuto nel corso dell’iniziativa “Insieme contro racket e usura” che ha visto la Regione Campania in prima linea, accanto a Sos Impresa, nel tour della legalità che sta attraversando le città e che ha fatto tappa oggi in villa comunale a Castellammare di Stabia. Il parroco della chiesa dello Spirito Santo, nel cuore del centro storico, è preoccupato in particolare per l’uscita dal carcere di diversi esponenti di spicco del clan. “Per loro la camorra è un mestiere. Fatico a credere che possano redimersi. - sottolinea don Salvatore - Mi auguro che siano adottati in futuro specifici provvedimenti per il divieto di dimora dei camorristi nei territori in cui hanno esercitato il proprio potere di comando. Dato che è chiaro a tutti come la camorra sia influente in specifici quartieri e sia in grado di trovare soluzioni molto più rapide rispetto alle istituzioni per i problemi dei cittadini”. All’evento hanno preso parte Luigi Cuomo, presidente di Sos Impresa, il commissario regionale antiracket Santi Giuffrè, l’assessore regionale alla legalità Mario Morcone e il commissario straordinario Raffaele Cannizzaro, unitamente ad alcuni testimoni di lotta al racket come Raffaele Cavaliere, figlio di Michele, ucciso dalla camorra per aver detto no al pizzo. In platea i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine, insieme a scuole e associazioni del territorio. “Bisogna combattere la cattiva abitudine di pensare che qualcuno possa risolvere i problemi per noi” evidenzia l’assessore Morcone, mentre Santi Giuffrè auspica “una ripresa delle attività dei circoli e degli oratori per potenziare le relazioni sociali e non chiudersi in se stessi”. L’obiettivo comune, dunque, consiste nel fare rete e sensibilizzare i cittadini sulla prevenzione e sul contrasto al racket e all’usura, obiettivo anche del Circolo della Legalità, realizzato in un bene confiscato dinanzi alla villa comunale e coordinato da Sos Impresa di Luigi Cuomo. “Siamo pronti ad assistere chi si oppone al racket in tutte le fasi delicate della denuncia fino al processo. - spiega Cuomo - Ed è proprio su questi temi che si concentrano le nostre campagne di sensibilizzazione”.

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