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Politica & Lavoro

Castellammare - Tfr non riconosciuto agli ex Terme di Stabia, il Fisco chiede una tassa ai dipendenti


Agenzia delle Entrate in tilt sulla liquidazione mai ricevuta, Sequino: «Banale errore, abbiamo già rimediato».

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Oltre al danno la beffa. Si potrebbe sintetizzare in questo modo la vicenda che nell'ultimo mese ha colpito decine di ex dipendenti di Terme di Stabia, già rimasti appiedati dopo il fallimento della società. I lavoratori, sempre in attesa di novità processuali dopo la richiesta di risarcimento danni da 12 milioni di euro inoltrata a manager, Sint e Comune di Castellammare (proposta una transazione da 1,2 milioni di euro, a ottobre la prossima udienza), si sono visti recapitare una cartella della Agenzia delle Entrate per la tassazione sul Tfr ricevuto proprio dall'azienda che gestiva il plesso termale stabiese. Un compenso ovviamente mai ricevuto.

I casi sono di svariata natura, ma l'importo medio delle somme 'da restituire' in base alle differenti aliquote di contratto resta sull'ordine delle migliaia di euro. Peccato, come detto, che le cartelle riguardino denaro mai erogato e totalmente indipendente dalla liquidazione riconosciuta dall'Inps. L'anomalia ha destato scalpore tra gli stessi ex operatori della struttura del Solaro, i quali si sono rivolti in fretta e furia a commercialisti e avvocati per chiarire il disguido.


La buona notizia, tuttavia, è che appunto di disguido si tratta, come ha appurato lo stesso curatore fallimentare di Terme di Stabia.

«C'è stato un problema informatico che ha portato al tilt dei dati - ha chiarito a Stabia Channel il dottor Massimo Sequino -. Il flusso ridondante, probabilmente riferito a qualche opzione flaggata in maniera non corretta, ha generato questo disservizio. La tassazione separata ha fatto sì che l'agenzia ricalcolasse gli importi con l'aliquota media e questo ha causato una sorta di duplicazione dei Tfr. Abbiamo immediatamente provveduto a trasmettere le ricevute fiscali al Fisco, si tratta di un banale disguido. Invito però tutti i lavoratori, entro 30 giorni dalla comunicazione postale ricevuta, a compilare l'apposito modulo per l'istanza di ricalcolo che abbiamo già consegnato ai loro delegati».


giovedì 18 luglio 2019 - 17:07 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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