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Castellammare - Tesseramento PD, si sgonfia il caso Melisse. Riammesse le tessere pagate con un unico conto

La commissione regionale di garanzia ha consentito a Melisse di prendersi la rivincita. Il presidente del consiglio comunale, intanto, ha rotto con Loredana Raia e sosterrà Nicola Oddati per la segreteria provinciale.

tempo di lettura: 2 min
di Mauro De Riso
31/10/2017 15:20:08
Castellammare - Tesseramento PD, si sgonfia il caso Melisse. Riammesse le tessere pagate con un unico conto

Si sgonfia il caso del “tesserificio” online del PD e ad uscirne vincitore è Eduardo Melisse. Le 128 tessere pagate con lo stesso conto PayPal dal presidente del consiglio comunale sono state riammesse dalla commissione regionale di garanzia, che ha ribaltato la decisione del garante Emanuele Fiano e ha consentito a Melisse di prendersi una rivincita nei confronti dello stesso partito in cui ha trovato asilo da qualche anno, ponendo fine di fatto alla sua esperienza con le civiche a supporto del PD. Ma ricapitoliamo i fatti. Le 128 tessere risultano intestate a persone diverse ma pagate con la stesso conto PayPal, una modalità finita sotto accusa in quanto non prevista dal regolamento e attuabile in teoria soltanto con parenti stretti (mogli, mariti o figli) allo scopo di evitare iscrizioni pilotate. Melisse dunque ha versato l'intera somma (circa 2mila euro) con un unico conto, una circostanza sospetta che è arrivata persino nelle stanze romane del partito, dove è scattata l'inchiesta per far luce su un presunto “tesserificio” online. «Ma ho effettuato il versamento soltanto dopo aver ricevuto la delega e il denaro da tutti - sottolineò Melisse a febbraio, all'epoca del polverone mediatico che lo coinvolse suo malgrado -. I miei sono uomini e donne veri, dotati di nome e cognome, braccia e gambe. Su questo potete giurarci, perché il mio pagamento è tracciato e le carte sono a disposizione di tutti. Potrei affermare a scanso di equivoci che la mia posizione è chiarissima, dato che per questa storia sono diventato più famoso di Trump, mentre per tutti gli altri non ci sono certezze dato che nessuno si è interessato allo stesso modo alle vicende altrui». Melisse lasciò intendere che le modalità con cui si è proceduto al tesseramento abbiano imposto quel tipo di scelta e ha ribadito poi le ragioni che lo hanno indotto ad adottare quel sistema. «Le date del tesseramento sono state annunciate con soli due giorni d'anticipo - sottolineò l'architetto -. Il PD non ha una sede ed io avevo chiesto di creare un altro presidio vicino al mio elettorato per favorire gli spostamenti di tante persone per le quali il Palazzetto del Mare era troppo dislocato. Nessun manifesto, inoltre, è stato esposto per preannunciare le iscrizioni. Credo che un partito debba essere espressione di una democrazia e, da parte mia, ho anche contribuito ad avvicinare persone nuove al PD». Ma la vicenda ha lasciato strascichi inevitabili nei rapporti tra Melisse e il Partito Democratico. Il presidente del consiglio comunale, infatti, ha rotto con Loredana Raia e sarà tra i sostenitori di Nicola Oddati in vista dell'elezione del segretario provinciale, una scelta che accentua la spaccatura sul voto anche all'interno del PD stabiese. E chissà che in vista del congresso cittadino del PD la riammissione delle tessere di Melisse non possa influire su un repentino spostamento degli equilibri all'interno del partito.

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