Giovanni Tito non ci sta e attacca. La decisione del coordinatore provinciale della Lega, Biagio Sequino, di non far partecipare alla riunione di maggioranza il commissario cittadino non è passata inosservata. Si è parlato a lungo di un possibile commissariamento che diventa sempre più concreto con il passare delle ore. Anche se nel giro di breve tempo tutto potrebbe cambiare, Tito resta il coordinatore locale e spiega: «Non intendo più partecipare a questo teatrino mediatico ordito alle mie spalle da chi doveva apprezzare e magari premiare il mio operato su Castellammare. Ho portato a conoscere la Lega anche a chi ha sempre votato a sinistra nella Stalingrado del Sud. Apprendo con amarezza che si parla di un mio prossimo commissariamento. Ma sono stato anche imbavagliato per non farmi partecipare a una riunione interpartitica per evitare che potessi parlare ed appoggiare la linea politica di altri partiti (quando con un comunicato avevo già da tempo chiarito la sola linea politica in appoggio a una giunta tecnica), di un mio prossimo commissariamento. Questo sarebbe il ringraziamento per gli ottimi risultati avuti dal partito di Salvini a Castellammare, grazie al mio contributo e a quello della base».
«Una ridicola diatriba che è nata da una mancata telefonata che di solito si ha quando tra persone mature. Ho ricevuto invece una becera lettera che mi faceva mettere da parte e a non presenziare alla riunione interpartitica. Bastava una telefonata e non subire una tale umiliazione che oltre a far male a me, ha fatto male a tutti i sostenitori ed iscritti che hanno apprezzato il mio lavoro e impegno sul territorio. Ma invece di premiarti e darti fiducia a cosa si pensa? Ad imbavagliarmi ed a commissariarmi» attacca Giovanni Tito. Per l'attuale coordinatore cittadino, in rotta con gli altri membri del partito, di questa situazione dovranno essere informati i vertici regionali e nazionali: «Ho già avvertito di questa situazione incresciosa chi di dovere. Sicuramente sapranno mettere fine a questa ordita sceneggiata per far posto a qualche personaggetto politico che vuole già da tempo inserirsi a gamba tesa nella Lega di Castellammare. Ma se tutto questo dovesse portarci ad un commissariamento, una forte rappresentanza del coordinamento cittadino, sarebbe costretta a manifestare direttamente al cospetto del nostro segretario federale Matteo Salvini, perché non si può subire una cosa così grave e mortificante sia dall' uomo e sia dal politico»
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