È durato all'incirca due ore il vertice a Palazzo Chigi sul futuro del termalismo a Castellammare. L'incontro è stato definito positivo e proficuo dal sindaco stabiese Nicola Cuomo. Non dai termali presenti.
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È durato all'incirca due ore il vertice a Palazzo Chigi sul futuro del termalismo a Castellammare. L'incontro è stato definito positivo e proficuo dal sindaco stabiese Nicola Cuomo, che ha illustrato la situazione ai responsabili dell'agenzia Invitalia, del ministero dello Sviluppo Economico e della Presidenza del consiglio dei ministri. In pratica la soluzione da raggiungere sarebbe una bozza di progetto per la manifestazione d'interesse per attrarre i privati che vorranno investire sui complessi termali. I tecnici di Invitalia sono quindi al lavoro ed entro fine mese il progetto dovrebbe essere pronto: la manifestazione d'interesse riguarderà la gestione degli stabilimenti mentre la proprietà comunale. Soddisfatto il primo cittadino, che ha anche annunciato la fine dello sciopero della fame, molto meno i lavoratori della partecipata fallita Terme di Stabia spa. Un gruppo di dipendenti ha seguito a Roma la delegazione dell'amministrazione (presente anche l'amministratore unico di Sint Biagio Vanacore) ed ha poi incontrato Cuomo che ha spiegato loro l'esito del vertice. In pratica i termali sono rimasti molto delusi dal fatto che nella manifestazione sarà inserita solamente la clausola riguardante "quali" lavoratori occupare ma non "quanti". I termali saranno privilegiati ma non è detto perciò che tutti e cento (più altri cento stagionali, bisogna ricordarlo) torneranno al lavoro. I lavoratori ora sono a Roma in attesa di incontrare Guglielmo Epifani.