«Non credo affatto che nei confronti dell’amministrazione Cuomo i lavoratori termali e le organizzazioni sindacali di categoria siano risultati piuttosto morbidi». E’ la replica di Salvatore Suarato, sindacalista Fisascat-Cisl, alle dichiarazioni dell’ex sindaco di Castellammare di Stabia, Luigi Bobbio, rilasciata qualche giorno fa a StabiaChannel.
«Quando si parla di lavoro – dice Suarato - e nello specifico della perdita di lavoro, la sottoscritta organizzazione sindacale CISL-FISASCAT ,nonché tutte le altre , non fanno sconti a nessuno. Probabilmente nell’ultimo periodo qualcuno è stato un pò distratto sulla vicenda politica di Castellammare di Stabia, tant’è che il fallimento della società Terme di Stabia è pesato come un macigno sull’amministrazione Cuomo , risultandone in parte anche fatale. Si, in parte può risultare veritiero il fatto che non tutti i lavoratori siano stati selezionati attraverso concorso pubblico (anche se non vedo il nesso con la situazione attuale) ma sicuramente assunti attraverso un accordo 1984-89-91 che l’allora amministrazione comunale, unitariamente alle organizzazione sindacali , proposero , per abbattere i costi del personale, attraverso un incentivo all’esodo anticipato del lavoratore :il cosiddetto "cambio di padre in figlio". Tutti sappiamo il valore di quell’accordo, tant’è vero che se ne rese conto anche un sindaco di Castellammare, che fu lui stesso a farmene confidenza in una delle tante riunioni in prefettura , dichiarandomi : "non ho mai pensato di non assumere gli stagionali, me ne riguarderei a ritrovarmi 100 vertenze di lavoro". E' veritiero il famoso atto di indirizzo salvaterme del PD e poi subito dopo rimangiato dagli stessi firmatari e personalmente più volte rinfacciato allo stesso ideatore. Attualmente credo che la nostra disamina possa servire a ben poco per rimediare agli errori commessi, ma sicuramente bisogna analizzare il percorso affinchè ci si indirizzi sulla vera soluzione a questo dramma».