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Castellammare - Terme, Scala: «Il fallimento si poteva evitare»


Il capogruppo di LeU: «Il sindaco convochi un consiglio comunale e convochi le parti sociali».

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Futuro del termalismo a Castellammare. Dopo la conferenza stampa del sindaco Gaetano Cimmino, le opposizione passano all'attacco del primo cittadino.

Cimmino, mercoledì scorso, ha detto che la soluzione del problema Terme sarebbe arrivato a una svolta decisiva; sarebbe a portata di mano la possibilità di realizzare una convergenza tra il Governo, Regione, Comune, Invitalia, tesa a definire un percorso serio che consentirebbe di selezionare un privato disponibile a investire. Privato che potrebbe eventualmente anche contare sulla disponibilità di strumenti pubblici di sostegno per gli investimenti necessari.

«Se le cose stessero così - ha detto Tonino Scala, capogruppo di Liberi e Uguali - , non potremmo che esprimere apprezzamento. Troppe volte, in questi due anni di vita quest’Amministrazione, abbiamo dovuto prendere atto che il Sindaco ha improvvisato risposte e soluzioni a temi, che l’opposizione aveva posto indicando soluzioni, a cui non hanno mai fatto seguito atti amministrativi coerenti. Dal tema dei rifiuti, al piano casa, da Fincantieri alla riapertura delle Antiche Terme promessa in campagna elettorale da Cimmino; dai problemi del Centro Antico a Savorito, per finire a quelli legati all’ambientale, all’acqua pubblica, alla scelta della sede del distretto».

«Vogliamo sperare che non stia accadendo di nuovo anche per le Terme e per Fincantieri - incalza Scala - Se si dovesse davvero arrivare alla firma di un protocollo d’Intesa, all’Impegno di Invitalia, noi lo proponiamo da qualche anno, dall’atto dell’insediamento del Consiglio Comunale con un documento bocciato dalla maggioranza, senza per questo voler rivendicare primogeniture, ne saremmo davvero lieti. In questi due anni di Amministrazione è mancata un’azione coerente, con atti chiari che consentissero di superare improvvisazioni, spezzatini, svendita del patrimonio. Oggi non abbiamo un piano industriale né un bando pronto, se su quanto concordato, sui compiti a casa che le sono stati assegnati, non si dovesse procedere con coerenza e serietà, nonostante le disponibilità degli altri soggetti, i tempi per la riapertura di terme si allontanerebbero».




«La realtà dei fatti - dice Scala - è più amara, anche se si cerca di occultarla con un po’ di propaganda. Il sindaco non ha chiesto nessuna riunione al Ministero dello Sviluppo; la riunione si è svolta grazie all’iniziativa dei Parlamentari dei 5 Stelle. Il sindaco a questa riunione è andato impreparato e con il peso di due anni contrassegnati da indecisioni, dalla subalternità alle scelte del liquidatore al quale aveva chiesto di preparare il piano di rilancio che non abbiamo mai visto, salvo poi a cambiare idea e a cercare all’esterno un altro consulente. Il Sindaco ha cambiato più volte posizione travolto dal dubbio, facciamo due bandi o uno, vendiamo l’albergo, arrivano i cinesi, etc : dichiarazioni a vuoto, rese sempre scappando dal confronto in Consiglio Comunale. La verità che emerge dagli incontri di Roma, è che il sindaco è stato rinviato a casa con l’invito a fare i compiti che in questi mesi non ha fatto».

Scala ricorda anche che Invitalia «6 anni fa aveva già consegnato al Comune una proposta e un percorso concreto, anche con la documentazione per procedere al bando per la selezione del privato. In questi anni di sostanziale inerzia, nonostante lo ripetiamo il lavoro corposo prodotto da Invitalia, le Nuove terme sono state distrutte e le Antiche vandalizzate. In ragione di tutto ciò Castellammare da oltre 5 anni è fuori dal mercato termale, tanti lavoratori hanno perso il lavoro, l’economia e le attività alberghiere subito un colpo».

Quindi la stoccata finale. «Si poteva evitare il fallimento, ma questa è altra storia. Il sindaco sta continuando sulla scia intrapresa dagli altri attraverso l’improvvisazione e la dilatazione dei tempi che rischia di cancellare per sempre il termalismo dalla nostra città».

Poi l'invito al sindaco Cimmino ad informare il consiglio comunale, convocando le parti sociali ed i lavoratori. «Cimmino venga in Consiglio, espliciti questo percorso e i contenuti di un possibile protocollo d’Intesa e noi saremmo davvero felici si sostenere soluzioni utili per la Città».



Castellammare - Terme, Scala: «Il fallimento si poteva evitare»

sabato 25 gennaio 2020 - 07:34 | © RIPRODUZIONE RISERVATA

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