I sindacati hanno chiesto al curatore fallimentare "di verificare ogni possibile soluzione per il mantenimento dei livelli occupazionali".
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Terme di Stabia
Revoca della procedura di licenziamento dei lavoratori della partecipata fallita Terme di Stabia spa: su questo argomento nella serata di ieri si è tenuta una riunione presso la sede stabiese di Fesica-Confsal. All'incontro hanno partecipato i rappresentanti dei sindacati Fesica-Confsal, Usae, Ugl e la curatela fallimentare dott. Massimo Sequino assistito dal dott. Ciro Guadagno. Quest'ultima ha illustrato il contenuto del verbale stipulato a Napoli il 27 aprile scorso presso la sede della Filcams-Cgil relativo alla revoca della procedura di licenziamento intimata dalla Centro Laser srl (che si era aggiudicata il bando per la gestione temporanea delle Nuove Terme poi risolto con il fallimento) e della connessa "retrocessione" dei rapporti di lavoro.
L'efficacia di questo provvedimento è relativo al deposito della sentenza di fallimento del 23 marzo 2015. Il rapporto di lavoro è quindi sospeso finché il curatore non si determinerà allo scioglimento dopo l'autorizzazione del comitato dei creditori oppure alla prosecuzione del rapporto di lavoro se ci saranno i presupposti. Nel corso del vertice è stato inoltre ribadito che "verrà perseguita la ricerca di ogni possibile forma di sostegno al reddito sulla base di quanto consentito dalla normativa vigente" e che è impossibile una gestione provvisoria. I sindacati hanno comunque chiesto alla curatela di richiedere nuovamente all'amministrazione comunale un accordo che consenta di poter procedere ad una cessione d'azienda rassicurando eventuali investitori circa la stabilità della situazione.
Nell'incontro, inoltre, è stato ribadito come, al momento, è impossibile "una gestione provvisoria sia dal punto di vista finanziario che tecnico, essendo gli impianti inattivi da oltre due anni e la struttura bisognosa di interventi di ripristino e la necessità di rinnovo delle autorizzazioni/certificazioni". Da cui, "appare al momento difficilmente realizzabile qualsiasi ipotesi di affitto di azienda", anche perché c'è "incertezza circa le intenzioni della proprietà della struttura (S.I.N.T.) e della stessa amministrazione comunale in quanto l'esercizio dell'azienda in questione ha senso ed è possibile solo usufruendo della struttura attuale e qualsiasi affittuario necessità all'evidenza di garanzie di una certa stabilità, condizione quest'ultima che la procedura non è in grado di assicurare, non sussistendo allo stato alcun accordo con la proprietà stessa".
I sindacati, infine, hanno chiesto alla curatela "di verificare ogni possibile soluzione per il mantenimento dei livelli occupazionali" considerando anche che "la fallita è da considerarsi di fatto partecipata al 100% dal comune di Castellammare di Stabia ed organica allo stesso ente, attesi i vincoli di direzione coordinamento e controllo esistenti".
Pertanto, secondo i sindacati, sarebbe opportuno che la curatela fallimentare rinnovasse "la richiesta all'ente proprietario in ordine alla disponibilità dello stesso di rinegoziare con la curatela un accordo che le consenta di poter procedere ad una cessione d'azienda a terzi".
Un prossimo incontro è stato fissato entro la prima decade di maggio.