Preoccupazione per lo stato di avanzamento dei lavori di ristrutturazione della struttura che sembrano essere ancora incompleti e fermi.
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Tavolini di fortuna allestiti all'interno dell'area di passaggio dell'ingresso dell'edificio di Terme di Stabia al solaro. Fuori i cento lavoratori del Centro Laser in attesa del proprio turno di "interrogazione". Questa mattina, così come comunicato con lettere raccomandante, gli ormai ex lavoratori delle Terme di Stabia, che dal 16 dicembre scorso risultano assunti dalla ditta che si è aggiudicata il bando di fitto temporaneo, hanno risposto alla chiamata del datore di lavoro mettendosi in fila per poi rilasciare i propri dati anagrafici e di residenza. E' stato infatti questo l'obiettivo di questo appuntamento: verificare ed eventualmente aggiornare i dati dei lavoratori in possesso del Centro Laser. A supervisionare le operazioni, l'amministratore Emanuele Vanacore.
Ma il fermento tra i lavoratori era tanto. Le principali preoccupazioni sono per il lavori di ristrutturazione dell'edificio, gestiti dal comune, che sembrerebbero al momento incompleti e fermi. Se non si completa la ristrutturazione, infatti, la Centro Laser non può prendere pieno possesso della struttura, nè quindi avviare le attività termali. Quindi non c'è possibilità di richiamare in servizio i lavoratori. Per loro l'unica boccata d'ossigeno può arrivare solo dalla cassa integrazione che, come abbiamo raccontato puntualmente nei giorni scorsi, non sembra essere poi così scontata. Le procedure legate al passaggio di cantiere sembrano essere state fatte in modo non del tutto conforme alle previste norme in materia, nè le sigle sindacali pare siano state coinvolte appieno in questa fase. La Regione, dal canto suo, si è messa in stand-by, nell'attesa di ricevere chiarimenti sia dalla Centro Laser, che dallo stesso Comune di Castellammare di Stabia circa gli accordi raggiunti e le procedure intraprese per l'accesso agli ammortizzatori sociali. Insomma, una situazione non certo chiarissima.
Nel frattempo, proprio il Comune di Castellammare di Stabia, nella persona del commissario liquidatore Fulvio Sammaria, ha fatto pervenire al tribunale di Torre Annunziata una nota in cui chiarisce quella che è la propria posizione in merito ai crediti vantati dall'ente da parte di Terme di Stabia. Un milione di euro circa che l'azienda del solaro deve al Comune e che erano finiti in mano all'Equitalia per la riscossione. In assenza di indicazioni da Palazzo Farnese, l'ente di riscossione aveva votato "no" al concordato. Un voto che potrebbe risultare determinante nell'esito del giudizio del tribunale oplontino nei confronti della procedura concordataria. Ora il Comune ha chiesto di rettificare questo voto, da un "no" a "si". Vedremo se tale richiesta sarà accettata.