Appelli inascoltati e perdurante inerzia, dalla Regione ancora nessun segnale per le Terme di Stabia. L’invito delle forze politiche un anno fa per chiedere all’ente guidato dal governatore De Luca di acquisire il patrimonio del Solaro è rimasto inascoltato. Così come si attendono segnali per sbloccare le questioni inerenti le concessioni per le acque e la fermata Circum nei pressi delle Antiche Terme. Il finanziamento da 12 milioni che Castellammare ha ottenuto attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo (Cis) del Ministro per il Sud fa il paio, tra l’altro, con gli 8 milioni già in cassaforte per il centro antico nell’ambito del progetto Smart Coast Network con i Comuni della costiera sorrentina, con il placet della Città Metropolitana di Napoli. Uno scenario in cui il centro antico e le Terme possono rappresentare il volano di uno sviluppo con il quale Palazzo Farnese può provare a porre le basi per dare un segnale forte di rilancio per la città e per la sua vocazione termale, che transita per la ristrutturazione e la realizzazione del Parco delle Acque. Uno scenario che costituirebbe un buon viatico per provare ad attrarre gli investimenti dei privati, che potranno dunque disporre di una struttura già pronta, senza la necessità di dover ricorrere ad interventi di manutenzione straordinaria. Sarà fondamentale però, in tal senso, il supporto della Regione Campania, finora assente sul tema, per rimettere in moto l’iter delle concessioni sulle acque e magari anche la riattivazione della fermata della Circumvesuviana. E chissà che il 2023 non sia finalmente l’anno della svolta per ricostruire un dialogo con la Regione, grande assente nel percorso di rilancio di una città che ha ricevuto finanziamenti in abbondanza dal Governo ma che deve fare i conti con l’interesse tutt’altro che concreto di Palazzo Santa Lucia per la rinascita stabiese.
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