Amministratori ritenuti responsabili del fallimento, nessun credito per loro. Ai dipendenti tagliati anticipazioni di TFR ed acconti ricevuti.
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Fallite le Terme di Stabia e licenziati i dipendenti, il passo successivo a cui ha adempiuto la curatela fallimentare è stato quello di depositare presso il tribunale di Torre Annunziata il "progetto di stato passivo" dell'azienda partecipata dal comune di Castellammare di Stabia. Un documento di 138 pagine in cui il dott. Massimo Sequino ha elencato tutti i creditori della fallita società termale stabiese riportando, per ciascuno di essi, l'importo del credito calcolato in base all'analisi dei libri contabili dell'azienda.
Un elenco nominale di società, consulenti, amministratori e, ovviamente, dipendenti che vantano - a vario titolo - un credito. Sequino ha puntualmente riportato l'importo richiesto dai creditori e quanto, invece, è il credito che chiede di riconoscere in base a considerazioni contabili e giuridiche effettuate analizzando caso per caso e documento per documento. Un lavoro enorme che ha portato alla redazione del documento dello stato di passività consegnato, come detto, lo scorso29 luglio alla sezione fallimentare del tribunale oplontino.
Non è stata, dunque,applicata una riduzione percentuale di base a tutti i creditori ma ogni posizione è stata analizzata in modo separata dagli altri. Emblematico, ad esempio,è il caso di alcuni amministratori dell'azienda. Per questi,Sequino ha proposto "il rigetto del credito in quanto il creditore risulta citato in via di responsabilità per i danni prodotti nella sua funzione di amministratore della società. In ogni caso trattasi di credito non comprovato e dunque non ammissibile".
Per i dipendenti, fissi e stagionali, la casistica è molto ampia, in considerazione di molti elementi in gioco. Uno su tutti: molti dipendenti, nel corso soprattutto dell'ultimo anno lavorativo, pur non percependo lo stipendio, hanno beneficiato di anticipi. Denaro che, dunque, è stato decurtato dalla richiesta iniziale del creditore. Ed ancora: acconti TFR percepiti in anni precedenti, eccedenze TFR a carico del Fondo di tesoreria INPS, cessione del 1/5 stipendio a favore di istituti bancari e finanziarie. E' chiaro, dunque, che il lavoro svolto da Sequino è stato complicato e, allo stesso tempo, minuzioso. Restando al caso dei dipendenti, quindi, vi sono casi in cui l'importo proposto dal curatore è del 20% del totale richiesto; in altri casi, invece, importo proposto e richiesta coincidono.
A questo punto, ogni singolo creditore potrà accettare la proposta o ricorrere in sede legale.