L'obiettivo ora è "ingolosire" investitori esterni.
tempo di lettura: 1 min
Severino Nappi
L'obiettivo ora è "ingolosire" investitori esterni. A dichiararlo, in merito al crac della partecipata Terme di Stabia e al futuro dei lavoratori, è l'assessore regionale al Lavoro Severino Nappi che ha rilasciato un'intervista al quotidiano "Metropolis". Interessanti i passaggi in cui Nappi tende ad escludere l'affidamento di gestioni provvisorie dell'attività sia alla curatela fallimentare sia alla Sint, municipalizzata che detiene il patrimonio immobiliare termale. "Sarebbe un errore gravissimo - ha dichiarato l'assessore - dal punto di vista operativo. Dare la gestione al curatore (Massimo Sequino, ndr) significherebbe continuare sulla strada dell'improvvisazione che è quella che ha portato al fallimento della società, una soluzione tampone che non serve a nulla". Su Sint invece: "Non si può affidare una società fallita ad una indebitata, sarebbe comunque una soluzione improvvisata". Cosa fare allora? "Terme di Stabia - ha continuato Nappi - non ha bisogno di una gestione pubblica, ma di una regia pubblica che preveda coesione d'intenti tra più soggetti: Regione, Comune, Federterme e chiunque possa partecipare. Il prossimo step sarà quello di ragionare su una soluzione che possa essere appetibile in nome del nuovo termalismo, affinché soggetti privati possano intervenire per rilevare Terme di Stabia e rilanciarle".