Le acque in città sono sempre più agitate, e non solo per le condizioni meteo.
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Inizia domani il mese chiave per il futuro di Terme di Stabia e dei suoi ex dipendenti, passati ormai alla Centro Laser, ditta che si è aggiudicata il bando di privatizzazione temporaneo dello stabilimento del solaro. Il 18 febbraio il giorno cruciale: il tribunale di Torre Annunziata si esprimerà in merito alla procedura concordataria presentata dal Comune di Castellammare di Stabia. Una bocciatura metterà definitivamente la parola fine su tutto. Viceversa, l'approvazione del concordato ratificherà l'accordo Comune-Centro Laser e consentirà all'amministrazione comunale di procedere con la predisposizione del bando di privatizzazione internazionale. Nel frattempo, però, le acque in città sono sempre più agitate, e non solo per le condizioni meteo. I lavoratori sono tesi perchè il Centro Laser non può richiamarli al lavoro. Le strutture termali sono in fase di ristrutturazione da mesi e da alcune settimane i lavori sono fermi. La ditta appaltatrice non è stata pagata e chiede al Comune di provvedere. Dal canto suo, l'ente di piazza Giovanni XXIII scarica tutto sulla Regione rea di non aver messo a disposizione i fondi stanziati proprio per la messa in sicurezza delle Terme di Stabia. Una cifra di oltre 600mila euro che però a Castellammare non è mai arrivata, pur stanziata.
Insomma, è un cane che si morde la coda. Ed allora i lavoratori delle Terme, che non sono mai rimasti con le mani in mano, hanno chiesto nuovamente un incontro al sindaco Nicola Cuomo. Ma questa volta al tavolo sarebbe dovuto essere presente anche Emanuele Vanacore, amministratore della Centro Laser. Un faccia a faccia per capire dove sta la verità e come agire per rimuovere gli ostacoli che impediscono la riapertura delle Terme, chiuse ormai da 3 anni.
E la convocazione c'è stata. Il sindaco ha convocato per questa mattina a Palazzo Farnese alcuni rappresentanti sindacali, quelli che in questi ultimi giorni hanno avuto contatti con i dirigenti della Centro Laser. Non convocato, invece, l'amministratore dell'azienda sanitaria. Ma proprio nelle convocazione è sorto il giallo. Non tutti i sindacati sono stati invitati. In particolare, la Fisascat-CISL non ha ricevuto l'invito, così come uno dei rappresentanti sindacali della UIL-Tucs. Ma non solo. Coloro che saliranno a Palazzo Farnese hanno tutta l'intenzione di rimanere lì fino a quando non riceveranno certezze sui lavori delle Terme e sulla cassa integrazione, anche questa a forte rischio.
Come sempre, seguiremo attentamente la vicenda. In giornata gli aggiornamenti su quanto accadrà.