Altri due cespiti in vendita per la Sint, ma stavolta è polemica. L'amministratore unico Biagio Vanacore ha disposto i bandi per la vendita di altri due cespiti ritenuti non strategici per il rilancio delle Terme di Stabia, ossia i campi da tennis e l'area sportiva di Viale delle Puglie, secondo modalità del tutto simili a quelle già predisposte per le precedenti aste pubbliche.
I campi da tennis sono siti nel Parco Idropinico delle Nuove Terme, hanno un'estensione di circa 8500 mq e sono attualmente in fitto fino al 31 dicembre 2022 all'associazione “Tennis Comunale Gragnano”. Il prezzo a base d'asta è pari a 1.010.000,00 euro, come da perizia tecnica estimativa a firma dell'ing. Giuseppe Solimeo. L'area sportiva, invece, sita in Viale delle Puglie, ha un'estensione complessiva di circa 3900 mq e su di essa è stato realizzato a spese dell'Ente comunale un complesso sportivo polivalente.
La stessa area è attualmente in fitto al Comune di Castellammare di Stabia fino al 17 febbraio 2022 e il suo prezzo a base d'asta, in base alla perizia dell'ing. Solimeo, è di 1.114.000,00 euro. Per entrambi i cespiti l'aumento offerto non può essere inferiore a 5mila euro o suoi multipli sul prezzo a base d'asta e le offerte dovranno pervenire alla Sint presso il Comune di Castellammare di Stabia entro e non oltre le ore 12.00 del 31 luglio 2017. A destare perplessità è soprattutto il bando relativo all'area sportiva, sulla quale insiste una struttura finanziata dal Comune, tra l'altro affittuario per altri 5 anni del cespite bollato come “non strategico”.
La liceità del bando si scontra con ragioni di opportunità, oltre a sbattere contro un'ulteriore difficoltà emersa di recente. Mps, infatti, ha revocato il mutuo ipotecario, tra l'altro garantito dalla lettera di patronage rilasciata nel 2006 dal Comune in qualità di socio unico. L'Ente dovrebbe essere dunque chiamato a pagare e saldare i debiti, ma il denaro andrebbe recuperato da Sint per non compiere un abuso contabile e finire dinanzi alla Corte dei Conti.
In tal senso, non è da escludere che gli ultimi due bandi possano essere revocati e che il Comune si faccia carico dell'acquisto dei beni, probabilmente a rate, allo scopo di non perderli e di agevolare, nel contempo, il pagamento delle spettanze a Mps con i soldi della duplice acquisizione.
La Sint, d'altra parte, è ad un passo dalla messa in liquidazione, che dovrebbe essere ratificata il prossimo 30 settembre in ragione del mancato rispetto dei parametri della riforma Madia, ma questa componente non andrà ad inficiare la procedura per la ricerca di un advisor con cui collaborare per la stesura del piano industriale finalizzato al rilancio delle Terme, che sarà poi sottoposto al vaglio del consiglio comunale prima di essere ratificato. Non è neppure escluso che la Sint lasci il posto ad una new company con cui intavolare poi la rinascita delle Terme di Stabia.
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