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Castellammare - Terme, la patata bollente nelle mani del sindaco Cimmino

Alla nuova amministrazione comunale il compito di decidere cosa fare della Sint, patecipata di fatto sciolta dal commissario prefettizio e che dovrebbe ora essere messa in liquidazione.

tempo di lettura: 2 min
di Roberto D'Auria
27/07/2018 08:09:28
Castellammare - Terme, la patata bollente nelle mani del sindaco Cimmino

Hotel delle Terme

Smarcato il primo compito, quello della formazione della giunta, e convocato il consiglio comunale per discutere ed approvare i primi importanti provvedimenti, per il sindaco Gaetano Cimmino è giunto il momento di mettere mano ad altre importantissime questioni che attengono il futuro della città. In primis, tra questi, c’è quello inerente le Terme di Stabia. I due stabilimenti termali, uniti alle altre due importanti proprietà comunali quali l’hotel delle terme e la caserma cristallina, vanno salvati e messi in condizione di creare posti di lavoro e rilancio economico per la città di Castellammare di Stabia.

Falliti  miseramente i bandi di privatizzazione, la Sint è stata di fatto messa in liquidazione dal commissario prefettizio Gaetano Cupello. L’assemblea dei soci doveva essere convocata per ratificare la delibera commissariale e sciogliere la società, con la successiva individuazione del liquidatore. Ma l’amministratore unico di Sint, Biagio Vanacore, non l’ha mai convocata e, per questo, tutto è rimasto in stand-by.

La patata bollente, dunque, è nelle mani del sindaco che, a questo punto, ha due possibilità: invitare Vanacore a procedere con lo scioglimento della partecipata comunale, oppure annullare la delibera commissariale ed individuare un nuovo progetto di rilancio. «Una situazione che stiamo valutando – ci ha detto l’assessore al bilancio Stefania Amato – E’ priorità di questa amministrazione comunale salvaguardare questi beni e sicuramente sarà attuata la soluzione più idonea in tal senso».

Il fallimento dei bandi di privatizzazione ed il parere negativo dei collegio dei revisori dei conti ha, in sostanza, sottratto a Sint la funzione di partecipata strategica dell’ente di piazza Giovanni XXIII. Una società, quindi, destinata comunque a sciogliersi con i beni immobiliari in gestione che ritornano nella disponibilità del comune o, peggio ancora, del commissario liquidatore.

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