Domani manifestazione cittadina. Partenza alle ore 8.30 dal piazzale dello stabilimento del solaro.
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Immagine di repertorio
Il rigetto del concordato da parte del tribunale di Torre Annunziata, il conseguente fallimento delle Terme di Stabia e la sospensione della cassa integrazione. Una sequenza velocissima che si è abbattuta su oltre duecento lavoratori, altre duecento famiglie stabiesi senza un sostegno al reddito se non l'aiuto di amici e parenti. Un dramma che, durante questi anni di vertenza i rappresentanti sindacali avevano a più riprese fatto presente all'amministrazione comunale del sindaco Nicola Cuomo e a tutte le istituzioni. Purtroppo gli appelli a tutelare il tessuto socio-economico della città sono caduti nel vuoto, e all'indomani del fallimento della partecipata comunale è arrivata la prova di quanto era già stato annunciato. Vincenzo Maresca, dipendente delle Terme per 27 anni, ha lanciato un appello alla giunta di centrosinistra e ha urlato il dramma suo e della sua famiglia: negli ultimi giorni è al buio in casa per via della bolletta della fornitura elettrica insoluta ed non sa come mandare avanti i suoi figli e la moglie invalida. "E' stata una notizia devastante, per me e per i miei colleghi perchè era l'unico sostentamento delle nostre famiglie. Ho due figli, uno minore l'altro disoccupato, e una moglie invalida. La goccia che ha fatto traboccare: ci hanno sospeso la cassa integrazione. Ora ci hanno staccato la corrente, sono stato presso le chiese e la Caritas ma non so più cosa fare. Sto prendendo antidepressivi. La famiglia mi ha aiutato e mi sta aiutando perchè non so cosa avrei fatto. Sono allo stremo, non ce la faccio più. Ho lavorato 27 anni alle Terme e non ho neanche la luce in casa. Mi appello al sindaco Cuomo e alla giunta comunale che ci hanno portato a questa situazione. Cosa devo fare, il digiuno? mi devo buttare da un balcone?". Parole suonano come grido d'allarme non solo per la situazione di Vincenzo Maresca ma per tutti i termali che avevano sperato nella ripresa delle attività aziendali ma, invece, si sono trovati a fare i conti con il fallimento delle Terme. I termali domani mattina scenderanno per l'ennesima volta in piazza: è in programma un corteo cittadino con partenza alle 8 e 30 dallo stabilimento delle Nuove Terme. I lavoratori si riuniranno e manifesteranno tutto il loro malcontento tra le principali strade della città.