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Politica & Lavoro

Castellammare - Terme, il bando slitta ancora di dieci giorni. Ed è polemica in merito al destino dei lavoratori

L'ex sindaco Pannullo punta il dito contro chi ha mandato a casa l'amministrazione. Ma Cimmino, Ungaro e D'Apice avevano già subodorato l'ipotesi dell'assenza della clausola sociale chiedendo la sospensione del bando fino all'insediamento del prossimo consiglio comunale.

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Il bando per il rilancio delle Terme slitta ancora. La manifestazione d'interesse, inizialmente programmata per il 10 marzo, sarà pubblicata entro i prossimi dieci giorni, in quanto i legali sono attualmente all'opera per limare gli ultimi dettagli prima che la palla passi al commissario prefettizio, a cui spetta l'ok definitivo al bando. La procedura prevede l'opportunità, prevista dal piano industriale approvato lo scorso 27 novembre in consiglio comunale, di affidare ai privati le Antiche e Nuove Terme con contratto di fitto di ramo d'azienda per 30 anni, in abbinamento con l'Hotel delle Terme, l'ex Caserma Cristallina e con le concessioni per le acque minerali, tra cui anche le Fonti Acidule Plinio e l'Acqua della Madonna se il Comune si aggiudicherà il bando regionale in via definitiva. Ma intanto l'ennesimo slittamento sposta anche i termini per la pubblicazione del bando che seguirà la manifestazione di interesse, presumibilmente in programma per la fine di aprile. Soltanto ad estate inoltrata, dunque, si comprenderà se il percorso messo in atto dalla precedente amministrazione e dalla Sint per far ripartire le Terme avrà avuto successo. E l'esito sarà vincolante anche per definire il destino della partecipata comunale.


A rinfocolare la polemica, intanto, è l'ex sindaco Antonio Pannullo, tra i promotori della delibera salva-Sint e dell'approvazione del piano industriale. Il mancato inserimento della clausola sociale e di qualsiasi forma di paracadute per i lavoratori all'interno del bando ha indotto Pannullo a puntare il dito contro chi ha mandato a casa l'amministrazione comunale, reo a suo dire di aver interrotto il percorso intrapreso con i termali. Ma la normativa vigente sugli appalti in base alle nuove disposizioni dell'Anac, di fatto, sembra costituire a prescindere un deterrente all'ipotesi di salvaguardare il destino dei lavoratori. A sollevare la questione erano stati in precedenza gli ex consiglieri di Prima Stabia, ossia Gaetano Cimmino, Vincenzo Ungaro ed Emanuele D'Apice, che avevano chiesto la sospensione momentanea del bando di privatizzazione per evitare il rischio di speculazioni e salvaguardare i lavoratori. E in quell'occasione fu proprio Pannullo ad intervenire con toni forti contro i tre ex consiglieri di opposizione. Ma la certezza dell'assenza di tutele per i lavoratori ora preoccupa anche l'ex sindaco.


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lunedì 12 marzo 2018 - 14:16 | © RIPRODUZIONE RISERVATA



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