La crisi politica fa vacillare la poltrona del sindaco Antonio Pannullo e la macchina amministrativa desolantemente ferma è la deleteria conseguenza della prolungata instabilità a Palazzo Farnese. Ma le scadenze incombono e il destino della Sint, partecipata comunale che detiene il patrimonio immobiliare delle Nuove Terme, oggi appare più che mai appeso a un filo. Entro il 30 settembre, infatti, dovrà essere approvata in consiglio comunale la delibera salva-Sint, un documento che dovrebbe dimostrare i passi avanti compiuti dalla società nel percorso intrapreso per la riduzione della mole debitoria che pochi mesi fa aveva quasi raggiunto la soglia dei 5 milioni di euro. La vendita di alcuni beni ritenuti non strategici, la rinegoziazione del mutuo con Mps e la rottamazione delle cartelle Equitalia non possono bastare da sole a rimettere in sesto una società che ha bisogno di fatturare almeno 500mila euro per poter essere dichiarata salva. E così si procederà alla richiesta di razionalizzazione della Sint che, qualora dovesse essere approvata la delibera in consiglio comunale, potrebbe ritrovarsi al vaglio della riforma Madia con la possibilità di giocarsi la carta della sopravvivenza per un altro anno, nel corso del quale poi dovrà essere individuato il percorso di rinascita della partecipata comunale. Il nodo, invece, riguarda la valorizzazione del patrimonio immobiliare, attualmente depauperato dalle razzie dei vandali e dall'incuria correlata all'abbandono. È evidente che la prospettiva del fallimento dimezzerebbe il valore degli immobili, che andrebbero pertanto a finire all'asta svalutandosi inevitabilmente, ma la Sint ha incassato nei giorni scorsi anche un'altra batosta. La partecipazione al bando per l'imbottigliamento dell'acqua della Madonna e Acidula non potrà essere garantita, in quanto la Sint è “poco solida”. Un'autentica mazzata, quest'ultima, che va a sconfessare anche gli annunci congiunti del sindaco Antonio Pannullo e dell'amministratore unico Biagio Vanacore, che confidavano in questa opzione per rilanciare la società. Ed ora quasi tutte le speranze sono concentrate sul piano industriale da mettere in campo insieme alla Ri.For.Med, l'advisor che ha maggiormente convinto la Commissione in seguito al bando per la ricerca del partner. Ma ogni discorso è vincolato ad una condizione necessaria, ossia l'approvazione della delibera salva-Sint entro la fine del mese.
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