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Castellammare - Terme, Forza Italia replica a Cuomo. «Il suo intervento fuori luogo»

«Insieme a professionisti molto familiari a Cuomo, ha contribuito in modo determinante ad appesantire la posizione aziendale».

tempo di lettura: 4 min
14/04/2016 22:56:52
Castellammare - Terme, Forza Italia replica a Cuomo. «Il suo intervento fuori luogo»

Cimmino e Pentangelo a colloquio con i termali a maggio 2015

Nappi e Ventriglia attaccano, Cuomo si difende e passa al contrattacco. Quindi scende in campo Forza Italia e replica aspramente all'ex sindaco Cuomo. Questa,in sintesi, la storia degli ultimi giorni che ha visto Terme di Stabia al centro di un revival amaro, amarissimo, soprattutto per i lavoratori. Tutto è iniziato sabato scorso, quando all'hotel Stabia si tenne un dibattito pubblico su diverse questione, tra cui proprio Terme. Nell'occasione, l'ex assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, e l'ex amministratore unico di Terme, Francesco Paolo Ventriglia, attaccarono Cuomo circa il suo operato e le sue responsabilità sul fallimento della partecipata comunale. Dal canto suo, l'ex sindaco - appena due giorni dopo - ha rigettato al mittente tutte le accusa, passando anzi al contrattacco.

Oggi, infine, si registra la dura presa di posizione di Forza Italia che in una nota stampa sottolinea come Cuomo, nel suo intervento, «non è riuscito a fornire motivazioni politiche-amministrative che non avrebbero consentito alla sua prestigiosa amministrazione di poter rilanciare le attività di una azienda sì “malata”, ma non morta. Un ex sindaco che, nel corso della lunghissima campagna elettorale del 2013, mentre giurava che non avrebbe mai distrutto ciò che suo nonno aveva creato, ha provveduto, ed in maniera anomala, a dichiarare l’azienda Terme di Stabia in liquidazione appena tre mesi dopo la sua elezione; ciò in una sede, tra l’altro, diversa da quella istituzionalmente preposta a discuterne ed a decidere, ossia il Consiglio Comunale! Inoltre egli afferma, ben sapendo di mentire, di aver ricevuto un’azienda priva di energia elettrica, ma forse dimentica che l’azienda in quelle condizioni gli è stata consegnata dal Commissario prefettizio, così esattamente come è stata rimessa da Marasca, suo pregevole assessore, il 5 novembre del 2010 al management che gli subentrava, senza voler parlare dei sette stipendi arretrati ai lavoratori portati in dote insieme al suo notevole auto-incremento contrattuale, il tutto condito da un over fatturazione Fkt (unmilionecentomila euro mai riconosciuti dall’Asl na3) e con l’azienda nelle condizioni per dichiarare lo stato di 2447 c.c. nel marzo 2011, rilevato da Ventriglia prima e dal collegio sindacale subito a ruota nel mese di aprile. Salvo che mentire poi, in modo spudorato, sul contributo dato dai “magnifici due” sistemati, rispettivamente, alle Terme ed alla Sint, di cui restano tracce dell’operato del Sammaria, vedasi pos.473 concordato per la cifra di 5.000,00 euro tutti confermati (a fronte delle competenze di Ventriglia pari a 30.631,85 alla posizione 474 bloccati), solo per le competenze maturate e non per aver concorso al danno erariale, oltre a quello per i lavoratori, di aver riaperto l’azienda a settembre 2013 senza pagare né i lavoratori e, cosa più grave, senza pagare i dovuti versamenti contributivi all’Inps, con la premialità di rimanere fuori dall’azione di responsabilità intentata, in questi giorni, ai danni degli amministratori in carica negli ultimi cinque anni. Per non parlare poi dell’A.U. di Sint che ha combinato enormi pasticci, tali da mettere in pericolo l’intero patrimonio di Sint attraverso l’opposizione avverso al ricorso dei lavoratori termali giunto, ormai, in via di definizione con una sentenza che, secondo quanto emerso durante la fase dibattimentale, non lascia sperare nulla di positivo. Il supermanager della Sint lascia una partecipata con un debito consolidato di 3,5 milioni di euro, conti correnti bloccati ed un probabile aggravio di circa 2milioni di euro quale risultato finale della resistenza all’istanza dei lavoratori che avrebbe potuto evitare rilanciando le attività aziendali, tanto in forza a ben tre offerte ufficialmente presentate da privati o scegliendo, in alternativa, di diventare imprenditore, nelle more di una privatizzazione comunque da concretizzare, percorso che ancora oggi sarebbe possibile intraprendere. Potremmo continuare all’infinito, visto che la storia di Terme di Stabia la conosciamo a menadito, ma basta solo ricordare all’ex sindaco dalla memoria cortissima che Marasca, principe indiscusso della “Finanza Virtuale”, insieme a professionisti molto familiari a Cuomo, ha contribuito in modo determinante ad appesantire la posizione aziendale con decreti ingiuntivi di notevole importo, intorno ai 400mila euro, tagliando così le gambe a Terme in maniera mortale. Restiamo disponibili, come sempre, al confronto serio, costruttivo e sereno, tant’è che abbiamo elaborato una proposta operativa che siamo pronti da subito a mettere in campo, esattamente così come ci insegna la nostra natura e cultura democratica».

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