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Castellammare - Terme fallite, a pesare il ''no'' di Equitalia. Il Comune non poteva votare

Il Comune, che esercita l'attività di direzione e coordinamento della società, non poteva votare il concordato. Migliardi: "le Terme hanno pagato gli errori commessi dalla Giunta".

Sit-in del lavoratori a Palazzo Farnese dove è in corso una riunione di maggioranza. FOTO

Il sindaco Cuomo: "100 lavoratori non sono tutta la città".

SEL: "attività amministrativa impantanata".

Paolucci (Pd), "fallimento Terme obbliga ad assunzione di responsabilità".

tempo di lettura: 5 min
di Simone Rocco
23/03/2015 13:29:04
Castellammare - Terme fallite, a pesare il ''no'' di Equitalia. Il Comune non poteva votare

Tutto iniziò il 7 gennaio 2014 con i libri contabili di Terme di Stabia portati in tribunale - per conto del Comune di Castellammare di Stabia - dall'avvocato Umberto Ostieri: Terme di Stabia erano fallite. Il 14 gennaio dello scorso anno, poi, al Tribunale di Torre Annunziata fu presentata una proposta concordataria. Da quel momento è iniziato il lungo iter che si è concluso oggi con la sentenza della "non fattibilità giuridica e di mancanza della maggioranza dei voti validi" per cui "la proposta di concordato deve essere respinta".
Ad esaminare la proposta concordataria è stato un collegio di magistrati formato dal presidente Vincenzo del Sorbo e dai giudici Massimo Palescandalo e Anna Maria Diana. Per loro il concordato "presenta più profili di "non fattibilità giuridica" e pertanto non può essere omologato - nonostante sia stato già ammesso da questo Tribunale, pur in diversa composizione".
A pesare maggiormente sull'esito negativo è stata soprattutto "la falcidia concordataria (notevole) delle ritenute non versate" si legge nel documento della sentenza. Su questo punto, infatti, "la giurisprudenza della S.C. è piuttosto ferma sul punto (a partire da Cass. 22931/2011), ritenendo inammissibile la proposta concordataria che non preveda l'integrale pagamento di Iva e ritenute operate e non versate (e tale orientamento ha ricevuto l'avallo della Corte Costituzionale - sent. 225/2014)".
Il "NO" di Equitalia l'ago della bilancia. Ma oltre ai profili di inammissibilità chiariti dai giudici, la bocciatura è arrivata soprattutto per il parere negativo espresso da Equitalia. Il relativo voto è pervenuto entro il termine dei 20 gg. dalla chiusura del verbale di adunanza dei creditori. Tuttavia il Comune di Castellammare di Stabia, per i crediti di sua spettanza ha "sconfessato" l'operato di Equitalia, asserendo che era sua intenzione (per i crediti in questione) non esprimere alcun voto, e quindi in ultima analisi esprimere consenso tacito al concordato. "Detta dichiarazione - fanno notare i giudici - è pervenuta dopo il detto termine dei 20 gg. di cui all'art. 178 L.F. Il Comune sostiene che Equitalia è legittimata a "compiere ogni attività" per la riscossione anche in sede concordataria (e quindi partecipare alle operazioni di voto) solo ed esclusivamente per le imposte erariali ex art. 90 DPR 602/74 (recte: 602/73). Invoca inoltre la giurisprudenza che chiarisce che anche per i tributi erariali la legge non conferisce al concessionario alcun potere di esprimere il voto in sede concordataria. La situazione che si è venuta a creare a seguito di questa "differente" espressione di voto è davvero singolare: - considerando "per intero" il voto contrario di Equitalia è del tutto pacifico che la proposta concordataria non ha raccolto la maggioranza; - viceversa ove il voto corrispondente al credito del Comune sia da considerare positivo, la proposta concordataria sarebbe da considerare approvata. Ritiene il Collegio che il voto espresso da Equitalia sia valido e che sia l'unico a dover essere preso in considerazione, con la conseguenza che la proposta non può ritenersi approvata".
Il Comune non può votare. Altro aspetto fatto notare dai giudici è che il Comune "anche tramite altra società Sint spa, controlla e partecipa totalmente la spa Terme di Stabia. Ciò non inficia certo la validità e l'ammissibilità della proposta, ma pone nel prosieguo seri problemi di conflitto di interessi poiché è piuttosto problematico ritenere possibile l'espressione del voto da parte di chi è in ultima analisi il soggetto che detiene il 100% delle quote sociali e che è chiamato dal punto di vista sostanziale a sopportare le perdite di gestione ovvero a beneficiare delle eventuali attività. E proprio perché è il Comune che esercita l'attività di direzione e coordinamento ed ha l'evidente potere sia di nomina degli amministratori che di controllo dell'assemblea (come visto sopra la spa Terme di Stabia risulta partecipata al 100%) è evidente che il Comune stesso è coinvolto in prima persona nella gestione e nella stessa proposta di concordato, poiché proveniente da organi sociali che sono sotto il suo diretto e totale controllo: cosa che conferma il suo evidente conflitto di interessi e l'impossibilità da parte dello stesso ad esprimere il voto.
Terme fallite. Il risultato di tale pronunciamento, quindi, è stato il pronunciamento dei giudici relativo al fallimento delle Terme di Stabia. Questo anche perché vi è la "contemporanea pendenza dei ricorsi di fallimento" nonché "l'evidente stato di insolvenza".

Attesa ora la reazione dei lavoratori e della politica.

Il consigliere del PD, Michele Migliardi: "L'abbiamo detto e ripetuto infinite volte, in consiglio comunale e sui giornali, ma non ci hanno dato ascolto. Adesso, le Terme hanno pagato gli errori commessi dalla Giunta Cuomo. Se non ci fosse stato l' errore sul voto di Equitalia oggi staremo commentando un'altra storia e col senno di poi, diventa ancora piu' pesante la responsabilita' di non aver preso in considerazione la proposta migliorativa del Centro Laser. Bisogna convocare al piu' presto un Consiglio Comunale monotematico per capire come uscire da questo tunnel infernale in cui hanno condotto Terme di Stabia"

Ore 16.30 - Continuano a riunirsi sotto Palazzo Farnese i lavoratori ex Terme di Stabia. Mentre nelle stanze del Municipio è in corso una riunione di maggioranza con in testa il sindaco Nicola Cuomo. 

 

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