Stop al bando di privatizzazione delle Terme di Stabia. Lo chiede un gruppo di lavoratori dell’ormai ex stabilimento termale stabiese che ha presentato ricorso al Tar per far sospendere la procedura di avviata da Sint – società del comune di Castellammare di Stabia che gestisce il patrimonio immobiliare di Terme. Il motivo su cui si basa la loro richiesta è che nel bando non è stata prevista la clausola sociale per la salvaguardia dei lavoratori. La notifica del ricorso è stata consegnata ieri mattina alla Sint ed al Comune di Castellammare, nelle persone rispettivamente di Biagio Vanacore – presidente dell’azienda comunale – e di Gaetano Cupello, commissario dell’ente stabiese.
La manifestazione d’interesse, pubblicata sul sito internet della Sint a marzo scorso - che rende operativo il complesso iter stabilito con l’approvazione del piano industriale avvenuto con delibera del consiglio comunale del 27 novembre 2017 - prevede l’immissione sul mercato della gestione 30+30 anni di un pacchetto che comprende le Nuove, le Antiche Terme, Hotel delle Terme e Caserma Cristallina. Gli investitori avranno due mesi di tempo per rispondere alla prima fase presentando le loro domande di partecipazione entro il 15 maggio 2018 come prima tappa di un percorso a tre fasi che si concluderà il 10 settembre 2018.
Un piano industriale diviso in tre step. La prima fase consiste nella manifestazione di interesse e nell'ammissione al dialogo dei candidati in possesso dei requisiti e si concluderà il 23 maggio con la selezione di massimo cinque candidati idonei a partecipare al dialogo. La seconda riguarda la presentazione delle soluzioni progettuali e il dialogo con i candidati ammessi per l'individuazione e la definizione dei mezzi più idonei a soddisfare le necessità e gli obiettivi del progetto. Sint discuterà con i candidati sull'impostazione generale, sugli elementi economici e su ogni aspetto meritevole di analisi e valutazione ai fini della realizzazione del progetto. Il 26 luglio il dialogo giungerà al termine con la possibilità di includere premialità per i candidati che intendono includere nel progetto un numero congruo di termali.
La terza fase, che si concluderà il prossimo 10 settembre, riguarda le richieste di offerta, la valutazione sulla base del criterio dell'offerta più vantaggiosa e l'aggiudicazione della procedura. I soggetti privati che saranno ammessi alla manifestazione di interesse devono aver svolto negli ultimi tre anni servizi relativi all'attività termale, turistica, sanitaria e di estrazione, imbottigliamento e commercializzazione di acque minerali, per importi non inferiori a 18 milioni di euro.
Un percorso sul quale proprio il commissario Cupello ha voluto vederci chiaro in questo ultimo mese, motivo per cui ha più volte ascoltato l’amministratore di Sint Biagio Vanacore, non nascondendo le sue perplessità su quanto previsto. E con lo stop al band chiesto dai lavoratori al Tar inizia ora un’altra fase di confronto con le maestranze del complesso termale che non si sono mai arrese al triste destino della loro azienda.
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