Piccolo giallo: dissidenti PD e SEL presentano un documento. Forza Italia, Moderati e Città Futura ne protocollano un altro leggermente diverso. Ed intanto Di Nardo diventa a tutti gli effetti un "dissidente".
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“Un intervento urgente del Presidente della Regione De Luca” per fermare lo “stato di incuria di tutto il patrimonio Termale”. E’ questa, in estrema sintesi, la richiesta avanzata dai dissidenti del PD in consiglio comunale e da SEL. Un documento di 2 pagine protocollato poco dopo le 12 di ieri mattina, indirizzato anche al Prefetto di Napoli ed al sindaco di Castellammare di Stabia, che riporta le firme di Esposto Rosanna, Iovino Francesco, Ostrifate Rodolfo, Russo Francesco e Giovedi Giuseppe. Successivamente, anche il consigliere comunale di IdV Amedeo Di Nardo si è associato a tale richiesta “condividendone l'importanza”. Ma c’è di più. L’ex presidente del consiglio sembra ormai aver sciolto ogni riserva inquadrandosi a tutti gli effetti come “dissidente”. La prova del nove sarà ovviamente il consiglio comunale che sarà convocato – su richiesta dei 12 consiglieri di opposizione – entro il prossimo 10 ottobre. Se Di Nardo terra fede alla sua attuale posizione, si metterà la parola fine all’esperienza di sindaco di Nicola Cuomo.
Giallo Opposizione. Ritornando alla richiesta di intervento avanzata al presidente della Regione Campania, registriamo un piccolo giallo. Poche ore dopo che il timbro del protocollo comunale era stato apposto alla lettera dei dissidenti PD e di SEL, è stata protocollata una equivalente lettera – sempre indirizza a De Luca – con gli stessi contenuti, leggermente modificata nella forma. Quest’ultima riportava le firme dei consiglieri di Forza Italia, “I Moderati” e “Città Futura”. Un giallo spiegato con “la necessità di rispettare alcune tempistiche concordate”. Tempistiche che, nel corso del giro di condivisione del documento, erano saltate. Ma sarà effettivamente questa la motivazione ? O, piuttosto, nasconde una piccola frattura che si è creata all’interno del gruppo di opposizione formato da consiglieri di estrazione e idee politiche diverse ? Anche in questo caso la prova del nove sarà il consiglio comunale sulla sfiducia.
La richiesta a De Luca. Anche se i documenti sono 2, il succo delle richieste è lo stesso. “La politica tutta ha perso contezza sulla destinazione dei beni sopracitati (le terme, ndr) e si registra, a discapito di tutti, un ping pong tra curatore fallimentare e amministrazione Comunale mentre il patrimonio risulta in abbandono e privo di tutela” scrivono i consiglieri di opposizione. Dopo un excursus storico delle vicende che hanno caratterizzato le sorti delle Terme di Stabia e dei suoi lavoratori nel recente passato – non ultimo l’annunciato bando di vendita dell’hotel delle terme, non ancora presentato – i 13 consiglieri comunali chiedono “al Presidente di intervenire con urgenza affinché si possa aprire un tavolo di confronto con le parti in causa, con esperti del settore e amministrazione” assicurando “la loro disponibilità allo scopo di intraprendere un percorso utile per il raggiungimento dell’unico obiettivo comune, volto alla ripresa del Termalismo e al miglioramento delle attività socio-economiche della nostra città”.