"Non c'è tempo da perdere, anche perché nessuno, meno che mai il sindaco, ha rappresentato il rischio che dopo la società Terme anche Sint possa fallire"
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Bando per la privatizzazione della gestione degli stabilimenti termali, "la maggioranza degli iscritti al Pd stabiese" ha lanciato l'allarme: no a speculazioni e spezzatino.
"La maggioranza degli iscritti del Pd stabiese - si legge in una nota - unitamente ai consiglieri Rosanna Esposito, Francesco Iovino, Rodolfo Ostrifate, e Francesco Russo esprimono profonda preoccupazione per le dichiarazioni del Sindaco in merito ai possibili scenari prospettati per la privatizzazione delle Terme di Stabia.
Ancora una volta ribadiamo la posizione ufficiale del Pd, assunta con un voto chiaro ed inequivocabile dell'organismo dirigente cittadino prima che lo stesso fosse commissariato, di assoluta contrarietà ad operazioni 'spezzatino' dei complessi immobiliari termali.
In questo quadro è necessario ribadire che il processo di privatizzazione per essere serio e credibile non può non assumere il patrimonio sorgentizio e tutto quello immobiliare in maniera unitaria, anche per scongiurare qualsiasi tentativo speculativo in una città già ampiamente saccheggiata da 'falsi imprenditori'.
Il richiamo al ruolo di Invitalia non può essere evocato come panacea di tutti i problemi connessi alla complicata procedura di fallimento che ha investito la società Nuova Terme. Infatti la società del ministero dell'Economia dovrà attuare un indirizzo che non può non venire dal consiglio comunale ed in tal senso occorre da subito confrontarsi con tutte le forze politiche, sindacali ed imprenditoriali per definire, alla luce del sole, i contenuti della nuova mission produttiva su cui incardinare il bando internazionale di privatizzazione.
Non c'è tempo da perdere, anche perché nessuno, meno che mai il sindaco, ha rappresentato il rischio che dopo la società Terme anche Sint possa fallire a seguito della sua consistente esposizione debitoria, con la conseguenza della possibile vendita all'asta del proprio patrimonio immobiliare.
Guardiamo con favore alla riapertura della mescita delle acque ma al contempo esprimiamo un forte rammarico per la sorte dei lavoratori di Terme non più dieci giorni orsono licenziati. Sarebbe stata un'occasione ghiotta per i tanti lavoratori delle terme che, grazie ai vaucher lavoro, avrebbero potuto mettere a disposizione della città la loro competenza e professionalità, rientrando con una prospettiva lavorativa concreta ed immediata.
E' venuto il momento, nell'esclusivo interesse della città e dei lavoratori termali, di costruire una discussione seria, senza furbizie e scivolate demagogiche, all'altezza della sfida che abbiamo davanti".